Cagliari, Pisacane dopo il rinnovo: «L’ho sognato tutto l’anno. Gare truccate? Ho la coscienza a posto»

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Una stagione vissuta da protagonista sulla corsia destra del Cagliari, soprattutto nell’esaltante finale coinciso con il ritorno in Serie A e la vittoria del campionato. Fabio Pisacane, fedelissimo di Massimo Rastelli e voluto fortemente dallo stesso tecnico rossoblu l’estate scorsa, si gode la promozione e il rinnovo del contratto, arrivato nella giornata di ieri. A 30 anni, per il difensore napoletano si tratta della prima volta nella massima serie: sulle pagine de L’Unione SardaPisadog racconta le sue impressioni sulla stagione appena trascorso e sull’approdo in Serie A. In mezzo, anche due battute sull’ennesima storia di partite truccate che nei giorni scorsi ha visto coinvolto il suo nome. 

 

RINNOVO – E’ un Pisacane felice ma allo stesso tempo ancor più determinato quello ha messo la firma sul contratto che lo legherà al Cagliari fino al 2018: «Ho sognato questo rinnovo per tutto l’anno. All’inizio della stagione mi ero illuso di poter rimanere, lavoravo duro con il solo obiettivo di farmi apprezzare. Ho 30 anni, ho girato qualche squadra, so quello che accade. Avevo avuto qualche sentore sul possibile rinnovo dai giornali, che spesso sanno le cose prima degli altri, ma anche da quel che mi dicevano il presidente e il direttore Capozucca. Mercoledì a Olbia Giulini mi ha chiamato dicendomi di avvisare il mio procuratore: “C’è una bella sorpresa per te”».

 

LA SERIE A – Un rinnovo che a 30 anni significa approdare per la prima volta in Serie A: «Ho giocato la mia prima partita da professionista nel 2005, e da quel giorno non ho mai smesso di pensare che avrei fatto almeno un minuto in Serie A. Questa è la ciliegina sulla torta per tutti quelli che giocano a calcio. Non mi sono mai arreso, quando mi metto in testa una cosa la raggiungo. La Serie A è una vittoria, ho dimostrato come uomo e come calciatore di meritarmela. Darò tutto: nel Cagliari a fare la differenza sono Farias, Joao Pedro, Sau. Io sono un difensore e so di poter essere importante anche quando non gioco. Combatteremo tutti insieme e io lo farò ancora di più, dando tutto come se ogni volta fosse l’ultima»

 

CAGLIARI E RASTELLI – Un rapporto professionale molto stretto quello con Massimo Rastelli, e un amore immediato e ricambiato con la città: «Conoscere Rastelli è stata la mia fortuna. Mi ha voluto lui, ma tra noi c’è solo un rapporto tra calciatore e allenatore. So che mi stima, ma tutto quello che ottengo devo meritarlo sul campo, con il lavoro quotidiano. Per me essere qui è un punto d’arrivo e lo dico perché lo penso, non sono un ruffiano. Ho trovato gente che vive con i valori di un tempo, quelli che non vedevo da tanto e che sono anche i miei. Mi sono innamorato di questa terra e continuerò a dare tutto fino all’ultima goccia di sudore». 

 

CALCIOSCOMMESSE – Infine, il suo pensiero sull’ennesima storia di partite truccate, che ha visto coinvolto il suo nome per due gare alterate ai tempi dell’Avellino. Lui che già nel 2011 aveva denunciato un tentativo di combine e per questo era stato premiato dal presidente della Fifa Blatter e dalla Figc: «E’ stato brutto vedere il mio nome affiancato a certa gentaglia. Soprattutto per il titolo di un giornale. Questione di poche ore, perché a chi ha la coscienza a posto basta poggiare la testa sul cuscino per addormentarsi e svegliarsi sereno. Io non ho mai pensato di essere finito nel fango, non ce n’era motivo. Quando ho letto gli atti mi è venuto da ridere, perché qualcuno ha usato il mio nome per gonfiare la vicenda. Io ho sempre pensato a giocare a calcio, e quella denuncia del 2011 per me era una cosa normale. Il Presidente Giulini e il vice Filucchi mi hanno fatto sentire la loro fiducia, perché sanno chi è Fabio Pisacane»

 

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