
Luca Marelli ha parlato della trattenuta di Yukinari Sugawara su Edon Zhegrova che ha scatenato le proteste durante Cagliari-Juventus. La ricostruzione
Cagliari-Juventus continua a far parlare anche dopo il triplice fischio della Unipol Domus. Il pareggio per 1-1 tra le formazioni di Fabio Pisacane e Luciano Spalletti è stato accompagnato da un episodio arbitrale nel recupero che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. A fare chiarezza è stato Luca Marelli, esperto arbitrale di DAZN, che ha analizzato il contatto tra Yukinari Sugawara ed Edon Zhegrova, spiegando perché non sia stato assegnato un calcio di rigore alla Juventus.
Il contatto tra Sugawara e Zhegrova al 93′ scatena le proteste
Il finale della sfida tra Cagliari e Juventus ha riservato un momento particolarmente delicato per la formazione rossoblù. Al 93′, quando la partita si avviava ormai alla conclusione, Edon Zhegrova è finito a terra in seguito a un contatto con Yukinari Sugawara. L’episodio ha alimentato le richieste di un calcio di rigore da parte bianconera, ma l’arbitro Matteo Marcenaro ha deciso di lasciar proseguire il gioco, senza concedere la massima punizione.
Una decisione importante nell’economia dell’incontro, considerando il risultato di parità e il momento in cui si è verificata l’azione. Il Cagliari ha così conservato il pareggio, conquistando un punto contro una diretta concorrente nelle zone alte della classifica.
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ìMarelli spiega perché Marcenaro ha fatto bene a non fischiare
A intervenire sull’episodio è stato Luca Marelli, che dagli studi di DAZN ha analizzato la dinamica del contatto e la valutazione effettuata dal direttore di gara. L’ex arbitro ha riconosciuto la presenza di una trattenuta da parte del giocatore rossoblù, giudicandola però insufficiente per giustificare l’assegnazione di un calcio di rigore. Queste le sue dichiarazioni:
«Al 93′ c’è una leggera trattenuta di Sugawara su Zhegrova. Marcenaro vede perfettamente l’entità: c’è stata, ma dobbiamo metterci d’accordo. In queste prime giornate abbiamo visto lasciar correre molto e non si possono chiedere questi rigori. I calciatori devono capire che queste cadute non portano a dei rigori. Correttamente il VAR non è intervenuto».
L’analisi di Marelli mette dunque al centro l’intensità del contatto, distinguendo la semplice presenza di una trattenuta da un’infrazione tale da giustificare il penalty. Un altro aspetto evidenziato da Luca Marelli riguarda il comportamento del VAR, che non ha richiamato Marcenaro al monitor per rivedere l’episodio.
Secondo l’interpretazione fornita dall’esperto arbitrale di DAZN, il direttore di gara aveva una visuale adeguata per giudicare la dinamica dell’azione e valutare l’entità della trattenuta. Da qui la scelta di non intervenire attraverso la tecnologia. La spiegazione richiama un principio importante: non ogni contatto all’interno dell’area di rigore deve necessariamente essere punito. Occorre infatti considerare le caratteristiche dell’intervento e stabilire se siano sufficienti per configurare un’infrazione.
Il giudizio espresso da Marelli è quindi favorevole alla decisione arbitrale, pur riconoscendo che un contatto tra i due calciatori si sia effettivamente verificato.