Genoa, Juric: «Cataldi parte titolare. Cagliari? Altalenante ma ha potenziale»

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La conferenza stampa di Juric alla vigilia di Cagliari-Genoa. Dall’avversario al calciomercato, passando per le condizioni dei suoi: il tecnico croato fa il punto prima del match del Sant’Elia

In mattinata il tecnico del Genoa Ivan Juric stamani ha presentato alla stampa Cagliari-Genoa, lunch match della prima giornata di ritorno. L’allenatore del Grifone si è soffermato ancora una volta sul mercato svolto fin qui dal suo club, ribadendo come alcuni giocatori non possano essere utilizzabili da subito, e dato qualche indizio sulla formazione. Ma l’esordio è sul Cagliari: «Penso che il Cagliari abbia un grandissimo potenziale, pur avendo alternato partite buone e altre meno. Nell’ultima a Milano hanno fatto una partita concentrata, con azioni di contropiede portati bene – riporta il sito ufficiale del Genoa –. In difesa hanno concesso poco o niente. Si è visto che Rastelli ha lavorato molto e bene su questo aspetto. A livello di bilancio avremmo potuto chiudere a una quota superiore la prima parte del campionato. C’è rammarico per questo motivo. E’ una settimana importante per il futuro con tre partite in un pugno di giorni».

CATALDI TITOLARE – «Cataldi tra i giovani è il centrocampista italiano che mi è piaciuto di più e giocherà dall’inizio. E’ una scelta un po’ forzata non conoscendo i nostri meccanismi, ma allo stesso tempo obbligata. E’ un elemento abbastanza completo e in grado di svolgere le due fasi. La Lazio ha fior di giocatori in organico, era un po’ chiuso, aveva bisogno di cercare continuità».

CALCIOMERCATO – «Diamo il benvenuto a Rubinho, ragazzo serio e persona perbene. Ha dato subito una spinta giusta alla squadra calandosi con naturalezza nella nostra realtà. Speriamo che la nomea di portafortuna lo accompagni visto che non ne abbiamo avuta in questi sei mesi. Non mi dispiacerebbe a centrocampo disporre di giocatori più offensivi. Nel primo tempo con la Roma non siamo stati tosti, poi abbiamo preso l’onda. In questo forse possiamo migliorare. L’inserimento di Taarabt non sarà immediato, è lontano da una condizione accettabile e sa che dovrà lavorare per rialzarsi. Ha qualità tecniche immense, bello da vedere, di uno spessore alto. La sua carriera si è sviluppata non in proporzione al talento cristallino. Può diventare o tornare forte se dimostrerà predisposizione, sarà umile e si chiederà le ragioni di un rendimento inferiore alle potenzialità. Pinilla? Lui è un attaccante atipico e fa movimenti al di fuori del contesto della squadra. Ho apprezzato in questi giorni la sua voglia di fare, rappresenta un’opzione per il futuro e in gara. Davanti abbiamo Simeone e lui come soluzioni».

 

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