Cagliari e Vicenza, la legge dell’ex colpisce ancora

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Nelle due sfide stagionali fra Cagliari e Vicenza non ricorre solo il risultato, due a zero per i sardi sia al Sant’Elia che al Menti, ma anche una delle leggi più antiche del calcio. Il destino che governa la sfera più inseguita d’Italia infatti ripropone ossessivamente un copione che cambia di maglia ma mai di meccanismo: se in una delle due squadre in campo c’è un calciatore che in passato ha vestito la maglia dell’altra, le probabilità che gli capiti di segnare crescono inesorabilmente. Da qui poi si diramano altre consuetudini e costumi notissimi al tifoso, come quello della non esultanza dopo un gol rifilato a una ex ancora amata.

 

DI GENNARO – Nella sfida di andata contro i biancorossi – erano i primi di novembre e la banda di Rastelli costruiva quel bottino che oggi le permette di navigare in acque tranquille – per sbloccare la gara ci volle una rete di Ceppitelli grazie a una precisa zuccata. In mezzo al campo, al timone di quel Cagliari, c’era però un ex biancorosso che appena l’anno prima aveva recitato un ruolo da protagonista in un’annata culminata col terzo posto in classifica. A fine primo tempo l’arbitro Nasca concede ai rossoblù un calcio di punizione nei pressi del vertice sinistro dell’area e sul pallone va proprio Davide Di Gennaro. Il suo mancino non lascia scampo a Vigorito, a sua volta ex cagliaritano e non impeccabile nell’occasione. Nessuna sorpresa, né per la precisione del piedino né per la rete all’ex squadra.

 

CINELLI – Passano un paio di mesi e nel corso del mercato invernale Antonio Cinelli lascia in lacrime in Vicenza, di cui era capitano, per trasferirsi in Sardegna. Quattro gol in Lega Pro e due in Serie B nel carniere accumulato in quasi 150 partite, il centrocampista non è certo scelto per la sua capacità bomberistica quanto per colmare il vuoto di fiato e muscoli lasciato dall’infortunio di Dessena. Ma la legge del calcio è sempre in agguato e non si distrae, si arriva quindi alla giornata di ieri e Cinelli torna al Menti per la prima volta da avversario. Il pallone che gli arriva in area nel corso del secondo tempo è facile, lui lo appoggia in rete e stavolta non esultare non è un vezzo ma qualcosa che viene da dentro e gli si legge negli occhi. Partita sbloccata e successo rossoblù sui binari giusti, per un pomeriggio agrodolce nel quale il centrocampista vive insieme la gioia del suo primo gol sardo e il dolore per aver ferito un’ex. D’altronde non è colpa di nessuno, sono le regole non scritte dei destini calcistici. E non sbagliano quasi mai.

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