Cagliari e Lanciano un girone dopo: quattro mesi lunghissimi

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Il Cagliari si appresta a ospitare il Lanciano per la trentottesima giornata del campionato di Serie B, quattro mesi dopo l’unico precedente assoluto fra le due squadre. La gara di andata sembra ormai lontanissima, tanto sono cambiate le premesse della vigilia. Da una parte i rossoblù, che a Lanciano ripartivano dopo avere appena perso capitan Dessena e iniziavano un mese prodigo di punti che sarebbe culminato con il titolo d’inverno. Dall’altra i rossoneri che allora erano allenati da D’Aversa e contavano su punti fermi come Piccolo e Mammarella.

 

Allora il Cagliari si impose al Biondi con un secco tre a uno, un successo mai in discussione per tutta la durata della gara. Resta ancora negli occhi la rovesciata funambolica di Tello, ma anche la determinazione di una squadra che prese in mano le redini della partita senza mai dare segni di cedimento. Quattro mesi dopo i rossoblù hanno mostrato qualche crepa durante il cammino, facendosi sfuggire risultati alla portata e sbagliando qualche partita di troppo. Se a Lanciano prevalse la voglia di dimostrarsi forti nonostante le sfortune, oggi l’imperativo è quello di incamerare i punti che facciano fare quel benedetto ultimo passo verso la promozione.

 

Forse ancora più diverso il Lanciano che ritroviamo a distanza di quattro mesi:gli irrinunciabili di allora non ci sono più, andati via in un gennaio di mercato che ha portato in rossonero volti nuovi come Cragno, in prestito proprio dal Cagliari. E’ cambiato anche il mister, oggi è Maragliulo a poter vantare i meriti di una notevole risalita in campionato. Teoricamente infatti i rossoneri avrebbero abbandonato le posizioni più calde in classifica per stabilirsi in zona tranquilla, ma proprio in settimana la giustizia sportiva ha deciso per altri cinque punti di penalizzazione: servono le proverbiali fatiche di Sisifo per avere ragione di una stagione tutta in salita.

 

Troppe le differenze dunque fra quel Cagliari e quello di oggi, fra quel Lanciano e quello di oggi. E’ cambiato tanto, dalla classifica alle caratteristiche dei collettivi: l’unica cosa che resta uguale, e dalla quale ripartire, è la necessità di incamerare tre punti. Vorrebbero dire sfiancare le inseguitrici e mettere ancora pressione a chi precede.

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