Tra crescita e classifica: Cagliari nel limbo

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La prestazione in casa della SPAL ha mostrato come il Cagliari non abbia ancora raggiunto piena padronanza dell’interpretazione delle varie fasi della gara

Il pareggio contro la SPAL rappresenta un’occasione mancata. Il Cagliari, chiamato all’ennesimo esame della sua stagione, è riuscito soltanto nel finale a raddrizzare una gara che fino ad allora aveva messo in mostra una squadra organizzata, sì, ma anche fin troppo leziosa. La SPAL, in astinenza di punti, ha invece fatto tutto il contrario. Prima occasione, primo gol. Il Cagliari non si è scomposto, anzi: ha ostentato una calma che a tratti è parsa anche eccessiva. Il passo in avanti dal punto di vista mentale mostrato dai rossoblù nelle ultime uscire è enorme: fino a pochi mesi fa sarebbero crollati dopo un gol a freddo. Non è successo a Torino contro la Juventus e nemmeno contro la SPAL. La squadra isolana non ha perso la calma ed ha continuato a tessere ad oltranza, senza però quasi mai riuscire a cambiare passo e concretizzare al momento opportuno.

Il gol del raddoppio spallino ha parzialmente risvegliato i sardi, al resto ci ha pensato Pavoletti sugli sviluppi di un calcio piazzato. Pochi minuti dopo, ecco il pareggio di Ionita. E con il gol del moldavo è arrivata anche una domanda, più che lecita: i rossoblù avrebbero potuto fare di più già prima di subire il 2-0? Se dopo la prestazione in casa della Juventus le aspettative erano alte, il bicchiere non può che essere mezzo vuoto. Il Cagliari ha fatto registrare un passo indietro nella prestazione: rossoblù (di nuovo) bravi ad assorbire l’urto del gol a freddo, molto meno a tirar fuori quella cattiveria necessaria a rimettere immediatamente in piedi il match.

Il bicchiere è mezzo pieno se si guarda il carattere mostrato nei minuti in cui si è consumata la rimonta, spinto (e parecchio) dagli episodi, evitando di considerare la prova complessiva. Insomma: si può esser soddisfatti dell’ultima uscita dei rossoblù soltanto lasciando da parte il discorso a medio-lungo termine e accontentandosi del mero risultato. Ma anche in questo caso il carattere di cui si è tanto parlato è arrivato da un fattore esterno: la scossa vera e propria è giunta dopo il secondo gol subìto e non prima, segnale di come la formazione di Maran non abbia ancora raggiunto quella padronanza nell’interpretare le fasi della partita che va cercando da mesi.

Archiviato il pari del Mazza, il Cagliari continua a lavorare per crescere come squadra e risalire la classifica. Un processo che per ora si trova in una sorta di limbo su entrambi i fronti: quello della crescita (tra l’ottima prova mentale e tattica offerta a Torino e quella poco vigorosa per gran parte del match di Ferrara) e quello della classifica, tra la nobile zona europea che dista appena 5 punti e quella della retrocessione, staccata di altrettante lunghezze. Persa un’occasione di accorciare sulla fascia medio-alta della classifica, dopo la sosta saranno importanti le gare contro Torino e Frosinone, che daranno indicazioni sulle reali potenzialità dei sardi.

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