Cagliari, Beretta: «Abbiamo fatto tanto e non era facile. L’importante è mantenere l’identità sarda»

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Il Cagliari ha chiuso una stagione di successi, ritrovando la Serie A dopo appena un anno di cadetteria. Parallelamente alla prima squadra, ben si sono comportate anche le formazioni della cantera rossoblù. Quasi a sorpresa, infatti, il profondo rinnovamento che ha interessato il settore giovanile ha dato i primi frutti: cima dell’iceberg la Primavera, che ha raggiunto i play-off ma si è dovuta arrendere al Torino ai quarti. Ma dietro la massima formazione del settore giovanile ci sono altre storie di successi: gli Under 17 A-B hanno vinto la prestigiosa Scopigno Cup per la prima volta nella storia del club; i Lega Pro si sono posizionati secondi al Torneo Internazionale di Pineto fermandosi in finale di fronte alla Stella Rossa (dopo aver battuto Arsenal e Fiorentina) ed i Giovanissimi Nazionali hanno raggiunto gli ottavi dei play-off di categoria. Risultati strabilianti per un progetto al primo anno di vita: «Abbiamo fatto tanto. Non era facile entrare in una realtà particolare come quella sarda, ma ho avuto l’aiuto di persone eccezionali come Pierluigi Carta ed Oscar Erriu», racconta Mario Beretta a L’Unione Sarda. Con il Responsabile del Settore Giovanile rossoblù è arrivato, sulla panchina della Primavera, Max Canzi, tecnico che ha lavorato in più occasioni da vice di Beretta: «Era la persona giusta: sa preparare i ragazzi con l’intensità di lavoro giusta in vista della prima squadra». Una delle novità della gestione Giulini è la Football Academy, che conta parecchie società affiliate ai rossoblù, ed i centri di formazione: «Non servono scouting – continua Beretta – abbiamo i centri di formazione, come quello di Alghero. L’importante è mantenere l’identità sarda». Chiuso un anno di successi, il club punta in alto e Beretta svela i prossimi obiettivi: «Vogliamo aumentare le nostre conoscenze, tecniche ed organizzative. Il prossimo passo sarà la creazione di un centro di formazione in Gallura, per un settore giovanile sempre dinamico».

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