Cagliari, l’attacco da certezza a incognita. Ora la miglior arma è la difesa

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Il Cagliari che un anno fa faceva del reparto offensivo la propria forza ha lasciato spazio a quello che ha trovato nella difesa la migliore arma per cogliere la salvezza

Dall’impellente necessità di rinforzare la difesa a quella di migliorare l’attacco. Se il Cagliari della passata stagione, nonostante i tanti gol incassati, era riuscito a cogliere una tranquilla salvezza gran parte del merito fu dell’attacco. Quello offensivo fu il reparto rossoblù che più convinse nella passata stagione, tanto da portare la dirigenza a destinare le maggiori risorse economiche nel miglioramento degli altri reparti. Fino alla richiesta di cessioni da parte di Borriello, a circa una settimana dall’inizio del campionato. Il Cagliari si tuffò nel mercato delle punte riuscendo ad accaparrarsi un Pavoletti parcheggiato per sei mesi a Napoli e desideroso di tornare in pista. Proprio lo straordinario rendimento dell’attuale attaccante della Spal influì particolarmente nel computo delle reti segnate dai sardi nella passata stagione, 55 (decimo attacco del torneo). Con però ben 76 reti sul groppone, terza peggior difesa del campionato.

Oggi lo scenario sembra essersi capovolto: la difesa è la miglior arma del Cagliari di Diego Lopez, che a gennaio ha accolto a braccia aperte l’esperto Castan in una difesa che già aveva mostrato solidità. Il cambio di modulo, determinante nella copertura della propria trequarti in fase di non possesso, ha fatto (e continua a fare, visti i miglioramenti delle ultime giornate) il resto. Ma ora è l’attacco, che in estate sembrava dare maggiori garanzie, il reparto sul quale sosta qualche punto di domanda di troppo. Appena 22 le reti messe a segno dai sardi (media inferiore ad un gol a gara), 13 delle quali portano le firme degli attaccanti. Se da Pavoletti (5 gol finora) ci si sarebbe aspettati di più in termini di realizzazioni, l’unico a mantenere una media gol elevata è Joao Pedro. Il brasiliano, non esattamente un attaccante, ha finora gonfiato la rete in 5 occasioni. Appena 2 reti per Sau ed una per Farias: un bottino magro per i due attaccanti. Che, nonostante non abbiano brillato, nella scorsa stagione avevano messo a segno 7 reti ciascuno fornendo un contributo importante in termini di realizzazioni. Un Cagliari che segna poco ma subisce meno della passata stagione. E’ l’altra faccia, sorridente, della medaglia. Il cambio di modulo, unito ad uno spirito combattivo ed un gioco focalizzato sull’equilibrio ed il mantenimento delle distanza tra reparti, ha senz’altro giovato alla linea arretrata ed alla squadra in generale.

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