2014

Cagliari, alla scoperta del secondo tempo

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Allora esiste anche una frazione di partita che si gioca dopo il 46°. Domenica contro la Sampdoria il Cagliari ha raddrizzato nel secondo tempo una partita che si era messa malissimo nel primo, e la brillantezza dopo l’intervallo è una vera novità per la formazione di Zeman.
Finora infatti i rossoblù avevano segnato un solo gol (peraltro ininfluente) nella seconda parte di gara, risultando vivaci nei primi tempi ma scomparendo in seguito.

 

A Milano il calo non aveva avuto conseguenze, ma ad esempio a Verona è proprio nel finale che si è decisa in negativo la partita. Una delle note liete della gara con la Samp sono stati per una volta i cambi, spesso accusati di abbassare la competitività dei rossoblù. Senza contare la presenza dall’inizio della coppia centrale esordiente, lo strappo nella ripresa è arrivato anche grazie a Donsah e Caio Rangel, che hanno mostrato di aver messo a frutto il tanto lavoro svolto sotto la guida del tecnico boemo.

Un particolare non trascurabile del calcio però sta nel fatto che le partite durano 90 minuti (e più), quindi non può essere sufficiente limitarsi a fare la differenza in una sola delle due frazioni di gioco. Condizione atletica e tenuta mentale sono le chiavi per poter imprimere alle gare l’andamento desiderato, uno sforzo parziale non può essere risolutivo. E poco importa che le flessioni avvengano per via dei muscoli che vacillano o della concentrazione che svanisce.  La novità vista domenica va dunque bilanciata, la squadra deve trovare l’equilibrio giusto per spalmare lo sforzo su tutti i 90 minuti: solo così possono arrivare quei punti che a volte sono stati meritati sul campo e poi sfumati. La classifica registra cinque punti in sette partite, una media che va alzata prima che il campionato prenda velocità in modo da poter gestire serenamente la stagione.

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