
Federico Bonazzoli, attaccante della Cremonese, ha commentato sulle pagine del “Corriere della Sera” il motivo che lo ha spinto a non sposare la causa rossoblù
Dietro alle scelte di carriera di un calciatore non ci sono soltanto ingaggi e categorie, ma spesso motivazioni umane profonde legate agli affetti familiari. A rivelare un toccante spaccato della propria vita privata e professionale è stato Federico Bonazzoli, attaccante della Cremonese, che si è raccontato in un’intensa intervista concessa al Corriere della Sera.
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Il no al Cagliari confessato da Bonazzoli
Nel corso della sua carriera, la punta ha avuto l’opportunità di trasferirsi in Sardegna, rifiutando però la corte della formazione rossoblù per rimanere nei luoghi della sua infanzia. «A Cremona sto molto bene. Mi cercava il Cagliari in Serie A, ma ho rifiutato: in fondo queste sono le mie terre, specie dopo aver girato l’Italia. Desideravo star vicino ai genitori, starci insieme. A volte penso di averli trascurati o comunque di sicuro mi sono perso un sacco di stagioni, quelle dell’infanzia e della crescita», ha confidato Bonazzoli.
L’insegnamento della famiglia nel percorso di Bonazzoli
L’attaccante della Cremonese ha sottolineato come l’etica del lavoro e l’umiltà trasmesse dai propri genitori abbiano segnato in modo indelebile la sua crescita umana e sportiva. «Mia mamma ha smesso da poco di lavorare in tabaccheria e papà fa ancora il falegname nella fabbrica che fu del nonno. Mi hanno insegnato il senso del dovere, il culto del dovere», ha spiegato Bonazzoli, evidenziando il profondo legame con la propria famiglia.