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Boi: «Sconfitta pesante per risultato e classifica. Il Cagliari costruisce gioco ma…»

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Giuseppe Boi, firma de “Il Tirreno”, ha analizzato la sconfitta rimediata dal Cagliari al Ferraris contro il Genoa. Le sue parole

Continua a far parlare di sé la sconfitta rimediata dal Cagliari allo stadio Ferraris contro il Genoa nella 20a giornata di Serie A. Della prestazione dei rossoblù e di tanto altro ha parlato Giuseppe Boi, firma de Il Tirreno, in un post su Instagram:

«Una sconfitta pesante, pesantissima. Per il risultato finale e per la classifica. Nonostante il Cagliari abbia giocato meglio – e a tratti dominato – esce da Marassi a testa bassa con tre gol sul groppone e si arrende a un Genoa che in più ha avuto il sangue negli occhi, la capacità di soffrire e quella di credere dal primo minuto nella vittoria.

Questa volta è difficile imputare a Pisacane responsabilità specifiche. La sfida col Genoa dice che il Cagliari sa costruire gioco e dire la sua. Poi, però, bisogna tirare in porta e fare gol. E qui emergono le mancanze dei singoli: da Luvumbo che sbaglia davanti a Leali, a Gaetano che cincischia quando è il momento di graffiare; da Kilicsoy che si intestardisce nel cercare la giocata, a Borrelli che deve andare oltre il fare a sportellate. Idem per i gol presi: perché se è vero che quello di Colombo arriva da un errore di reparto ingigantito dalla lettura di Rodriguez, non si può pretendere che gli avversari non giochino e poco può fare l’allenatore se Frendrup fa carambolare la palla su Prati e Ostigard segna con un colpo di schiena.

Se De Rossi ammette, a fine gara, che il risultato è bugiardo e il livello tecnico del Cagliari è più alto del Genoa, è evidente come il focus, o emergenza che dir si voglia, è la mancanza di sangue negli occhi di cui si parlava prima. Vale a dire quella ferocia (e cinismo) che sta mancando e che Pisacane deve riuscire a trasmettere ai suoi. Lui, dopo gli orrori di Cremona, questa volta l’ha messa: lo dicono tanto l’undici iniziale e l’ingresso dopo 45 minuti di Idrissi, quanto lo schierare nel corso della gara quasi tutto il potenziale offensivo a disposizione.

Se a queste scelte non corrisponde un risultato in campo, è evidente come Pisacane debba suonare ai suoi la sveglia. E lo stesso deve fare alla società in sede di calciomercato. Questa squadra ha solo due leader: Mina, in uno stato psico fisico che giustifica il non schierarlo, e Deiola, fermo ai box per infortunio. Chiedere uno o due acquisti che garantiscano tanto qualità tecnica, quanto un upgrade caratteriale e di esperienza, è più che legittimo».

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