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Boi: «Il Cagliari non ha giocato contro il Lecce! Il problema della squadra risiede in questo aspetto»

Giuseppe Boi, firma de “Il Tirreno”, ha analizzato la prestazione del Cagliari contro il Lecce durante la sfida dell’Unipol Domus. Le sue parole
Continua a far rumore la sconfitta che il Cagliari ha rimediato all’Unipol Domus contro il Lecce nel posticipo della 25a giornata di Serie A. Un’attenta analisi su risultato e prestazione della formazione rossoblù l’ha fornita il collega Giuseppe Boi, firma de Il Tirreno, in un post su Instagram:
«FRAGILI? Due a zero e tutti a casa. Senza attenuanti. Senza scusanti. Perché la sconfitta con il Lecce non lascia se o ma. Il Cagliari, semplicemente, non ha giocato. Il problema non è la sconfitta in quanto tale, ma l’atteggiamento visto dal primo giro di orologio fino al fischio finale: quello di una squadra svogliata, senza verve, con una sufficienza tanto disarmante quanto irritante. E questo vale tanto per i senatori schierati in campo, quanto soprattutto per i tanti giovani, che non hanno ancora fatto nulla nel calcio e non possono giocare come se avessero la pancia già piena.
Inutile sottolineare gli infortuni e le assenze dell’ultimo momento. A quelle si può appellare al massimo Pisacane, costretto a scelte discutibili ma forzate. Si può aprire un dibattito sul perché Pavoletti e non Kilicsoy (sebbene non al massimo) dall’inizio; sul perché di Rodriguez in panchina e Idrissi schierato come Palestra nel primo periodo; sul perché, senza Gaetano e con Mazzitelli a mezzo servizio, non dare una chance a Liteta; sul perché di tutte le decisioni prese all’inizio e nel corso della partita. La qualità delle scelte passa tuttavia in secondo piano se chi scende in campo non ha voglia, non ha grinta, non ha fame.
Il primo gol racconta da solo l’atteggiamento dell’intera squadra: disattenti, fermi, incapaci di qualsiasi reazione davanti alle, per altro poche e di scarsa qualità, iniziative avversarie. Un comportamento in campo che è lo specchio delle prestazioni dei singoli. Da Caprile e Palestra con la testa alla nazionale piuttosto che a ciò che succede in campo, a Esposito e Obert alla ricerca dei bei tocchi anziché della sostanza. Da Pavoletti e Mina incapaci di esercitare la loro leadership, a Idrissi e Sulemana passivi davanti all’occasione di ribaltare le gerarchie.
Per giocare a certi livelli occorre carattere, mentalità e voglia di ottenere il massimo. Questa squadra, ancor prima dei limiti tecnici e tattici, ha un problema di forma mentis. Pisacane riuscirà a far cambiare l’atteggiamento a questo gruppo di ragazzi fragili?».
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