Barella: «Al Cagliari sono a casa, non ho neanche considerato le offerte»

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Dal ritiro della Nazionale ha parlato Nicolò Barella: «Sono rimasto al Cagliari perchè è casa mia, in accordo con la società non abbiamo neanche considerato le offerte»

Nel primo pomeriggio Nicolò Barella ha incontrato la stampa nel Centro Tecnico Federale di Coverciano. Il centrocampista rossoblù, alla seconda convocazione in Nazionale maggiore, fa parte dei 31 elementi chiamati dal ct Roberto Mancini in vista delle gare di Nations League contro Polonia e Portogallo. Una chiamata arrivata sabato pomeriggio e festeggiata domenica sera con il gol che a Bergamo ha portato alla prima vittoria in campionato il Cagliari. Affiancato dal collega della Fiorentina Marco Benassi, il centrocampista del Cagliari ha risposto alle domande dei giornalisti: dai motivi della permanenza in Sardegna all’arrivo in Nazionale e la situazione giovani in Italia.

Italia, la conferenza stampa di Barella

Le prime parole del centrocampista del Cagliari riguardano uno dei difetti spesso rimproveratigli: «I cartellini gialli? Io son fatto così, in campo do tutto e se c’è a mettere la gamba lo faccio. Devo migliorare su quest’aspetto. Perchè sono rimasto al Cagliari? Innanzitutto sono a casa mia, nella squadra della mia città: sto benissimo. E’ stata una scelta mia e della società. Sicuramente la scelta mi aiuterà anche a crescere ancora. Non ho neanche mai preso in considerazione le offerte arrivate, sempre in accordo con la società».

IL CAGLIARI – «Il mio ruolo? Io mi sento una mezzala, anche nel Cagliari quello è il mio ruolo. Ci sono state occasioni in cui per necessità ho dovuto fare il mediano o il trequartista, ma sempre con piacere. Obiettivi stagionali del Cagliari? E’ arrivato un nuovo allenatore, Maran sa bene quel che vuole: ci mette bene in campo e vuole che giochiamo un bel calcio e con l’Atalanta l’abbiamo dimostrato. All’inizio con l’EMpoli abbiamo fatto un po’ di fatica ma dovevamo trovare le misure. Speriamo di far molto meglio dell’anno scorso ed arrivare ad una salvezza tranquilla: quello che arriverà dopo sarà tanto di guadagnato».

NAZIONALE – Ieri il ct Mancini ha lanciato l’allarme italiani, sempre meno calciatori nostrani calcano i campi della Serie A e i giovani non fanno eccezione: «Noi che giochiamo con le nostre squadre dobbiamo cercare di migliorare ed alzare il livello, speriamo che ne arrivino altri. A me piace guardare le partite, ho seguito anche l’Europeo Under 19 con l’Italia che arrivò in finale. Lì c’era Zaniolo che oggi è con noi, bisogna solo aspettare che i giovani siano pronti. Come ci si ritaglia una spazio alla mia età? Io non mi sento il leader del Cagliari, ma un ragazzo che è riuscito ad emergere tra tanti ragazzi del settore giovanile, cerco di dare una mano alla squadra. Non sento le pressioni da leader perchè non mi sento un leader, per emergere penso che serva dare sempre il massimo ed essere sempre concentrati: io questo faccio, nient’altro».

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