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Baggio: «Sogno di tornare indietro per riscrivere la storia, mi manca il campo»

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Roberto Baggio ha concesso una bella e lunga intervista ai microfoni dei Corriere dello Sport che anticipa l’uscita del film sulla sua carriera

Il Divin codino Roberto Baggio ha rilasciato una bellissima intervista ai microfoni del Corriere dello Sport in uno speciale inserto a lui dedicato. Ecco le sue parole.

RITIRO – «Lascia stare, gli anni sono passati troppo velocemente, non quando giocavo ma dopo. Sembra che le giornate durino solo 12 ore».

MOMENTO FELICE – «Forse la semifinale del Mondiale in America, un sogno che stava per realizzarsi».

TRASCINATORE – «Vedevo materializzarsi il sogno che avevo rincorso da bambino, poi mi sono svegliato. Mi è arrivato addosso un treno a trecento orari».

PALLONE D’ORO – «Ero felicissimo, quando ti ritrovi in mezzo a queste cose non hai tempo per fermarti a riflettere e non te le gusti».

CALCIO – «Facendo due conti dovrei essere strafelice perchè ho giocato tanti anni contro il parere dei medici, questo è già tanto. Avrei dovuto accantonare il sogno della finale contro il Brasile e invece ci sono arrivato, sono orgoglioso e senza rimpianti».

SOGNO CALCIATORE – «Sono un sognatore nato, sogno di tornare indietro per riscrivere la storia e poi mi sveglio tutto sudato».

CONTATTI – «Posso non sentire un amico per tanto tempo, ma quando lo rivedo è come se ci fossimo lasciati da poche ore. Affetto e stima per alcune persone non muoiono mai. Quando ho compiuto 50 anni ho ricevuto messaggi da Costacurta, Marocchi, Carrera, Dino Baggio ma ne dimentico una marea in questo momento».

IN CHI SI RIVEDE – «Non amo i paragoni, non ci sarà mai un giocatore e un uomo simile ad un altro, siamo tutti pezzi unici».

SQUADRE DEL CUORE – «Quando indossavo una maglia giocavo per quella e per i suoi tifosi, sono stato bene ovunque e ho un ottimo rapporto con la gente».

BRESCIA – «Avventura e sfida meravigliosa, una salvezza impensabile. Fare quello che abbiamo fatto con tanti ragazzi è stato bellissimo».

NOSTALGIA – «Mi manca il campo, giocherei anche sul prato con mio figlio ma ho paura che tirando una pallonata perderei probabilmente le rotule».

ALLENAMENTO – «Mi allenavo come i miei compagni nonostante i problemi fisici. Solo a fine carriera al Brescia saltavo il lunedi e il martedi perchè avevo le ginocchia gonfie. Ho imparato a gestirmi per arrivare pronto alla partita della domenica».

GUARDIOLA – «Cosa vuoi insegnare a Pep? era già allenatore quando giocavamo insieme, aveva una marcia in più».

TALENTO SPECIALE – «Non l’ho mai capito, avevo solo un sogno e l’ho realizzato».

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