Avelar: «A Cagliari mi sentivo a casa, devo tutto alla Sardegna»

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L’ex Cagliari Danilo Avelar, oggi all’Amiens, torna a parlare dell’esperienza al Cagliari: «Sento ancora tutti i giorni Rafael, Joao Pedro e Farias»

Così come non andò con la maglia dello Schalke 04, anche con quella del Torino l’ex Cagliari Danilo Avelar non è riuscito ad imporsi. In granata un avvio più che promettente da esterno di centrocampo, poi il crac al legamento crociato del ginocchio cui seguirono altri infortuni che ne compromisero l’ascesa sotto la Mole. Di lì il prestito all’Amiens, neo promossa alla prima storica esperienza in Ligue One. L’avvio di campionato è stato in crescendo e sabato scorso contro il Montpellier ha trovato, di rovesciata, il gol del pareggio all’88’ (qui il video). Un nuovo inizio, dopo il mancato salto di qualità al Torino.

AVELAR ED IL CAGLIARI – In un’intervista concessa a gianlucadimarzio.com, il terzino brasiliano è tornato anche sul periodo vissuto a Cagliari: «Devo tutto alla Sardegna. Lì ho imparato l’italiano, sono cresciuto, mi sono fatto tanti amici e soprattutto ho vissuto in un posto meraviglioso che mi ricorda tanto il Brasile: mi sentivo a casa. La città, i paesi intorno, le persone, non c’era nulla di cui non fossi innamorato e ho conservato un buon ricordo di tutti. Con i brasiliani, Diego FariasJoao Pedro e Rafael, abbiamo un gruppo su Whatsapp e ci sentiamo ogni giorno. I rapporti sono rimasti ottimi anche con Marco Sau Daniele Dessena, anche se ultimamente ci chiamiamo di meno. Hanno una grande squadra, con tanti giovani forti come Nicolò Barella: a proposito, non sono stupito della convocazione di Ventura. La salvezza per loro non sarà un problema. E’ vero, ci sono stati periodi migliori, ma capitano anche le stagioni storte».

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