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Editoriale

Atalanta-Villarreal, un rinvio che fa discutere e i pasticci della UEFA

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La gelida notte di Atalanta-Villarreal mette sul banco degli imputati la UEFA per un gestione quanto mai discutibile

Il rinvio di Atalanta-Villarreal entra di diritto nella black list dei pasticci collezionati dalla UEFA. L’accesso agli ottavi di Champions League tra la Dea e il Submarino Amarillo si disputerà dunque oggi, dopo una convulsa serata ricca di contraddizioni.

Anzitutto il dibattito sulla domanda base: si poteva giocare o no? Perché sono numerosi i casi di partite disputate nella neve se ripensiamo al passato, anche recente. E talvolta pure su terreni di gioco più imbiancati e pesanti rispetto a quello del Gewiss Stadium.

Con i teloni dismessi già dal pomeriggio, il prato era stato infatti alacremente spalato dagli inservienti bergamaschi. Tutto inutile, perché dopo l’ultimo sopralluogo l’arbitro Taylor ha optato per rispedire le squadre negli spogliatoi. Con la beffa di una nevicata che nella mezzoretta successiva alla decisione di rinviare si è di parecchio affievolita e con buona pace di chi sugli spalti si è sorbito ore e ore di fiocchi e gelo.

Dopodiché, il caos. Con la UEFA a voler prima di ogni altra cosa salvaguardare l’Europa League spingendo per un orario pomeridiano del giovedì, inizialmente alle 15. Soluzione che non avrebbe minimamente tenuto in considerazione le necessità dei tifosi, italiani e spagnoli.

Così anche l’opzione 16.30, tenuta in caldo per un paio d’ore, non poteva soddisfare le esigenze dei club che hanno infine suggerito e ottenuto un più ragionevole 19 come fischio d’inizio. Decisione definitiva arrivata quasi all’alba del nuovo giorno.

E per fortuna che lo Young Boys avesse di fatto obbligo di vittoria contro il Manchester United, altrimenti il rispetto della contemporaneità avrebbe messo ancor più nei guai i capoccioni del Vecchio Continente calcistico.

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