Ascoli, presentato l’ex ds rossoblù Marroccu: «Ambiente sereno. Per Cagliari-Ascoli sarò assente»

© foto www.imagephotoagency.it

Giorno di presentazione in casa Ascoli Picchio. Il protagonista è l’ex direttore sportivo del Cagliari, Francesco Marroccu. Il dirigente sardo, che vanta una lunga esperienza al Cagliari e la breve parentesi portoghese al Beira Mar, ripartirà quindi dal club marchigiano dopo le ultime stagioni piuttosto turbolente.
In un clima cordiale e mite, come riportato dal Resto del Carlino, il presidente Bellini ha spiegato la sua scelta: «Non sono mai stato favorevole a avere un ds finché non ho incontrato Francesco Marroccu. Evidentemente la scuola di Cellino è stata molto buona». Gli ha fatto eco il dg Lovato: «Francesco è una persona prima di tutto seria, e poi anche capace. Ma non perché sia poco capace bensì perché qui la serietà e l’onestà stanno prima di tutto. La sua storia parla da sola, è una persona conosciuta in tutto il mondo del calcio come un professionista serio e rispettato».

 

A seguire ha parlato il diretto interessato. Queste le sue dichiarazioni, raccolte da ascolilive.it: «Ho trovato un ambiente sereno. Complimenti a Lovato per il lavoro svolto fin qui, trovo una situazione favorevole. La squadra è costruita bene, seguendo una precisa linea societaria, di spessore e di livello. C’è una grande filosofia di lavoro. Lavorerò da direttore sportivo e farò da tramite tra squadra e società». Poi una breve presentazione: «Sono un direttore sportivo senza credito e senza debiti. Sono stato cresciuto da Cellino a Cagliari. Facevamo un calcio facile. Non facciamo parte di sistemi organizzati».
L’obiettivo è la salvezza, a maggior ragione se la squadra è in ritardo rispetto alle avversarie: «L’Ascoli ha la missione di salvaguardare la categoria, da perseguire a ogni costo. Partiamo in ritardo rispetto agli altri. Perché la squadra si amalgami ci vuole almeno un mese». Chiusura con una battuta su CagliariAscoli: «Il giorno di quella partita il ds sarà Lovato, io andrò da un altra parte».

 

Matteo Culurgioni