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Angelozzi: «Sono orgoglioso di rappresentare il Cagliari! Sulemana desidera tornare in rossoblù. Su Trepy…»

Guido Angelozzi, Direttore sportivo del Cagliari, è l’ospite di questa sera della trasmissione radiofonica in onda ogni giovedì su “Radiolina”. Le dichiarazioni
Guido Angelozzi, Direttore sportivo rossoblù, interviene ai microfoni della trasmissione “Il Cagliari in Diretta“, il salottino in onda su Radiolina ogni giovedì sera dedicato alla squadra isolana! Sono molteplici i temi trattati nel format condotto da Valentina Caruso, Fabiano Gaggini e Alberto Masu. Ve li riportiamo di seguito:
LE DICHIARAZIONI DI GUIDO ANGELOZZI
RINGRAZIAMENTI – «Grazie dell’invito! E’ la mia prima volta in radio qui a Cagliari, sono arrivato il primo di luglio».
TENDENZA NORVEGESE – «In Scandinavia hanno alzato il valore dei calciatori, non dico sia il più caro, ma i ragazzi sono in ascesa nel mercato mondiale. La tendenza norvegese è scoppiata da tanti anni, ci sono stati risultati della Nazionale che li hanno portati a un tale livello. Quando facevo il Direttore a Bari c’era uno norvegese, ma quando mi ci sono avvicinato non c’erano questi prezzi! L’avevo pagato un milione e mezzo. Anche in Inghilterra il valore è pesante, si alzano i parametri».
RUOLO DS – «Il ruolo è cambiato, dipende dalla società e dalle responsabilità che hai. Nel mio percorso andavo spesso a vedere i giocatori, poi man mano ti formi una squadra di scout. Quando posso, vado anche ora a vederli dal vivo. Mi piace di più incontrarli, guardarli negli occhi e parlarci, da che situazione familiare vengono, se hanno un’anima per poter lavorare dove lavoro io. Ultimamente questo ruolo, non dico che stia scomparendo, ma con l’arrivo di fondi americani e società lontane che hanno un metodo di lavorare con le statistiche, sono cose che ti possono aiutare e completare quanto fatto dallo scout. Alcune lavorano solo con quello e secondo la mia opinione personale non va bene, preferisco il tutto dal vivo! A Cagliari guardiamo un certo tipo di numeri e dati».
VITA – «Ora sono più tranquillo! Non ho la responsabilità di firmare e avere tutto addosso. Grazie a Giulini questo compito non lo ho più, sento lo stesso responsabilità a livello sportivo del nostro gruppo di lavoro. Ci sono delle cose in cui sono più rilassato, anche nei confronti della mia famiglia. Alla fine dico bene».
CAGLIARI VS FROSINONE – «Frosinone è una città di 40 mila di abitanti, l’unico è che è vicino a Roma o Napoli, con la macchina ti muovevi facilmente. Qui mi devo programmare con l’aereo: anche questo è diverso! Vengo da un’isola pure io, ma non ci lavoro da tanti anni, conosco l’insularità. Voi sardi all’inizio siete un po’ previdenti, studiate le persone! Devo essere sincero: sto bene e sono contento. Sono orgoglioso di rappresentare il Cagliari».
OBIETTIVI – «Quando sono arrivato a Cagliari, il presidente mi ha esposto il progetto che intendeva portare avanti, ma è una cosa che ho fatto sempre a lavoro. Vedi il Frosinone, era una delle squadre più giovani: è una filosofia che mi piace. Ho scelto questo club proprio per questo, mi disse che avrebbe avuto un allenatore giovane proveniente dal settore giovanile, ci siamo riusciti! Il tecnico sta andando bene, noi abbiamo fatto una buona gara, tutti parlano dei nostri giovani. Siamo soddisfatti e cercheremo di migliorare per portare il Cagliari nella categoria che gli spetta».
PISACANE – «Essendo un allenatore giovane, uno dice “vediamo”! Ho detto, subito dal ritiro, che fosse bravo. Si percepisce come effettua il lavoro quotidiano, è un predestinato: ha personalità, intuito. Lui mi disse che iniziò a studiare per questo mestiere e ad oggi dico che sta dimostrando di poterlo fare. E’ bravo e sta facendo bene. Lo conoscevo da quando era calciatore, giocava nel Lumezzane. La prima volta ci siamo visti a Napoli, mi ha offerto un bel pranzo e mi disse come voleva lavorare. Eravamo in una fase di studio tra me e lui. Poi c’è stata la famosa cena milanese, in cui cercavamo di progettare l’annata. Oggi per dire, abbiamo pranzato assieme e dopo siamo andati in ufficio a parlare della squadra e dei rinforzi».
SULEMANA – «Lui è un ragazzo che è stato a Cagliari, ci può essere la possibilità di farlo ritornare. Abbiamo parlato col ragazzo, che ha altre alternative. Quando ha saputo di noi, ha dato la sua disponibilità e ha fatto piacere a tutti! Speriamo di accontentare lui e noi stessi».
RUOLI – «Stiamo valutando, dobbiamo prendere due centrocampisti. Ora abbiamo Deiola che è forte per noi e Folorunsho, ma ambedue infortunati. Zé Pedro è recuperato invece. Speriamo di chiudere in questi giorni per un mediano, ovvero Sulemana. Nel giro di lunedì si spera, appunto, di chiudere salvo imprevisti. In difesa valutiamo un’altra pedina e l’idea ci sta portando a questo. In attacco voglio aspettare un attimo, prima spazio alla mediana che è urgente!».
TREPY – «Abbiamo le idee alquanto chiare, facciamo sempre riunioni tutti insieme. I ragazzi come Trepy hanno dimostrato di essere bravi. Se c’è da fare qualche altro intervento, lo faremo. Come detto, dobbiamo ragionare, fare le cose con la testa».
DI PARDO E PRATI – «Si sono giocatori richiesti, per cui facciamo anche qui dei ragionamenti. Valutiamo se dare via qualcuno».
MATCH JUVE – «Partita dura, ma tutte iniziano 0-0, undici contro undici. Chi è più bravo e fortunato vince! Nessuno strascico dopo il Genoa, i ragazzi stanno tutti belli carichi: ripartiamo di nuovo».
CONOSCENZE – «Conoscevo più o meno tutti i calciatori e prima di approdare in un club mi studio la rosa. Trepy, per dire, mi ha fatto una buona impressione: ha tanta strada da fare. In famiglia ci si intromettono un po’ tutti quando si è giocatori, bisogna vedere il suo percorso mentale. Uno di grande prospettiva è Idrissi, lui verrà fuori bene secondo me. Lo vidi due anni fa in Primavera e fece una partita strepitosa. Anche Pintus per esempio, sono tutti interessanti. Il settore giovanile rossoblù lavora bene in merito».
TREPY PRIMAVERA – «Quest’anno quando giocavamo a Bergamo (Inter-Cagliari Primavera), sono andato lì a vedere il match e ho trovato un osservatore di una squadra inglese e Trepy fece due gol. Dopo mi ha chiamato per chiedere se lo dovessimo vendere, ma già lo conosceva».
PALESTRA – «Palestra fino al 30 giugno è del Cagliari!».
MINA – «E’ importante, forte! Ha avuto un problema fisico e quando è così non rendi come vuoi. Stiamo cercando di recuperarlo, settimana scorsa non è partito con noi per via dell’affaticamento. Oggi si è allenato bene! Dobbiamo cercare di recuperare chiunque ne ha bisogno, ma lui è importante come tutti gli altri. Quelli più esperti dei giovani stanno mancando per questioni fisiche, li dobbiamo curare e farli andare in campo bene».
SODDISFAZIONE – «E’ un giocatore che viene sabato a giocare e si chiama Federico Gatti! L’ho visto al nord giocare nei dilettanti, lo stavo prendendo quando ero Ds dello Spezia e volevo pure Boloca. Alla fine scegliemmo il secondo».
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