Settore giovanile

Alla scoperta del Primavera Abel Kanyamuna

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Un piccolo talento è presente nella Primavera del Cagliari. Si tratta del centrocampista classe 2002 Abel Kanyamuna. Ecco chi è il giovane rossoblù

Nato nello Zambia il 17 giugno 2002, il centrocampista della Primavera del Cagliari Abel Kanyamuna è una delle piacevoli scoperte della squadra di Max Canzi. Nonostante la sua giovane età, il suo esordio in Primavera 1 è arrivato lo scorso campionato nella trasferta di Torino ed ha collezionato ben 9 presenze da titolare, conquistando la fiducia di tutti. Quest’anno ha già giocato tutte e quattro le gare della nuova stagione: «Con il mister ho un ottimo rapporto e devo ringraziarlo. Canzi mi ha lanciato in Primavera senza dubitare, non mi sarei mai aspettato di giocare così tanto nella scorsa stagione, adesso cerco di meritarmi lo spazio che mi viene concesso lavorando duramente giorno dopo giorno».

UN RAGAZZO MODELLOKanyamuna è definito da tutti come un ragazzo sempre positivo, con una grande dedizione e attitudine al lavoro. La posizione che inizialmente ricopriva era quella di regista, trasformatosi poi in mezzala destra con buonissimi risultati. Ciò che più ama fare è recuperare palloni e non ha preferenze di ruolo. L’opportunità di Cagliari per lui è davvero importante, un trampolino di lancio, fatto di grosse emozioni e soddisfazioni nel potersi cimentare in un contesto professionistico. Non nega di indossare la maglia rossoblù con tanto onore e rispetto.

L’IMPORTANZA DELLA SCUOLA – Partito da Lusaka, capitale dello Zambia, per poi approdare prima in Toscana e successivamente in Sardegna, Abel racconta la sua avventura e il rapporto con la scuola: «Lasciare lo Zambia non è stato facile, ero molto piccolo e ho dovuto imparare tante cose nuove, ma ce l’ho fatta. Non volevo farmi sfuggire questa occasione! La scuola è prioritaria, non si sa mai come possano evolversi le cose nel mondo del calcio, affronto ogni giorno scolastico come un allenamento, penso sia importante per costruire il mio profilo di uomo e calciatore. Un ruolo centrale ce l’ha la religione, sin da quando ero bambino, prego tanto e sono convinto che senza il suo aiuto non sarei qui».

IL TEMPO LIBERO DI ABEL – Le giornate di Kanyamuna si dividono prevalentemente tra calcio e studio ma così come per gli altri ragazzi, non manca anche il tempo libero: «Il pallone è tutto per me, amo impegnarmi a fondo in quello che faccio. Il resto? Guardare film, studiare e un po’ di videogiochi, sempre a tema sportivo. Fu mio padre a spingermi a giocare a calcio, sin da piccolissimo mi ha portato a vedere partite, ho iniziato che avevo 6 anni, la strada era segnata». La mancanza di casa e della sua famiglia si fa sentire, ma fortunatamente i suoi compagni di squadra riescono in qualche modo ad alleviare il vuoto: «I miei compagni di squadra sono come fratelli. Ci aiutiamo tantissimo, dentro e fuori dal campo, penso che si veda quando la Primavera gioca, perché l’unità del gruppo è il vero punto di forza alla base dei risultati arrivati in questi mesi dove tutti si sono accorti di noi».

I SUOI IDOLI E LA NAZIONALE – Come tutti i giovani, anche lui ha degli idoli e dei modelli da seguire ed ai quali si ispira. Fino a qualche anno fa i suoi giocatori preferiti erano soprattutto Modric e Kanté, ora ammira prevalentemente Nainggolan e Nandez, che può studiare da una posizione privilegiata e apprezza ancora di più Conti, figura chiave nel ruolo di coordinatore tecnico, bandiera e grande centrocampista proprio del club rossoblù: «Allenarsi e vedere da vicino grandi campioni aiuta a crescere, perciò sono felice di essere al Cagliari e devo dare tutto». Abel non è soltanto un giocatore della società isolana. Lui infatti veste con grande riconoscenza anche la maglia della nazionale dello Zambia: «La Nazionale è un sogno, sono orgoglioso di rappresentare lo Zambia in Europa, il nostro calcio non ha mai ottenuto grandi risultati e l’idea che io possa dare il mio contributo mi esalta».

IL SOGNO SERIE A – Continuare a lavorare duramente è uno degli obiettivi di Kanyamuna, che ringrazia la Sardegna per essere stato accolto meravigliosamente sin dal suo primo giorno e spera che proprio questa terra possa essere il suo trampolino di lancio verso quello che è il sogno più grande da realizzare:«Lavoro per giocare in Serie A con la maglia del Cagliari!».

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