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Albertosi: «La retrocessione sarebbe un disastro. Riva o Rivera? Vi dico chi è il migliore» – ESCLUSIVA

Emanuele Olla

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L’ex portiere del Cagliari, campione d’Italia 1970, Enrico Albertosi ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni del momento rossoblù e del suo passato. Le dichiarazioni

L’ex portiere del Cagliari, squadra con cui è stato campione d’Italia nel 1970, Enrico Albertosi ha concesso una piacevole intervista ai microfoni di Cagliarinews24 rilasciando alcune dichiarazioni sul momento attuale del Cagliari e sul suo passato in rossoblù. Ecco le sue parole.

Segue ancora il Cagliari? Crede che i rossoblù possano riuscire ad ottenere la salvezza?
«Seguo sempre il Cagliari, ma la salvezza non è un impresa facile. Il Cagliari deve recuperare 5 punti dal Torino e chiaramente quando giochi pensando di vincere a tutti i costi non è facile, soprattutto non si gioca bene nelle partite in casa. Domenica in trasferta a Milano hanno giocato bene, secondo me l’obbiettivo era il pareggio poi una volta subito il gol il Cagliari ha messo in difficoltà l’Inter. Questa purtroppo è un’annata storta per il Cagliari»

Sabato il Cagliari affronterà il Parma, sarà una partita importantissima. Crede che sia l’ultimo treno salvezza? «Si deve vincere a tutti i costi, il Parma è penultimo in classifica dunque se non si vince questa partita significa che è proprio un’annata storta in cui si è destinati a retrocedere. Sarebbe un disastro per il Cagliari, ha dei giocatori validi e bravi che non hanno trovato l’annata giusta, per fare un nome Nainggolan: l’anno scorso aveva fatto un campionato strepitoso, quest’anno arranca e non sta giocando una grande stagione. Per il Cagliari Radja è un giocatore importantissimo»

Cosa pensa sia mancato al Cagliari in questa stagione e quali errori sono stati commessi?
«Sicuramente è mancato l’attacco: sia Simeone che Pavoletti non hanno fatto quello che deve fare la punta, ovvero il gol. Hanno fatto pochissime reti entrambi e senza Joao Pedro il Cagliari sarebbe stato un completo disastro nel reparto offensivo»

Da ex portiere, cosa pensa di Cragno e del debuttante Vicario?
«Vicario l’ho visto domenica e ha fatto una grande partita, ha effettuato due o tre parate eccezionali poi probabilmente ha avuto un indecisione sul gol, secondo me in quel caso il portiere avrebbe dovuto cercare di intercettare quel pallone rasoterra, probabilmente non era piazzato bene e non è riuscito a tuffarsi, poi sfortuna ha voluto che ci fosse Darmian dietro a buttarla dentro. Di Cragno si sa, secondo me è bravissimo anche se alcune volte in questa stagione ha fatto qualche errore che è costato la sconfitta del Cagliari»

Quali sono i ricordi più belli del suo trascorso al Cagliari? può raccontarci come vinceste lo scudetto?
«Sono arrivato a Cagliari pensando di andare all’Inter, invece la società mi ha ceduto ai rossoblù. Fui titubante ma in quel momento non potevo rifiutarmi, ho dovuto accettare il trasferimento. Arrivato a Cagliari mi sembrava un altro mondo, non si andava mai in ritiro, la squadra giocava con libertà di intenti, se si perdeva andava bene e se si vinceva andava meglio. Il primo anno però siamo arrivati secondi perchè ci mancava la convinzione che abbiamo avuto l’anno successivo. Abbiamo vinto lo scudetto giocando un grande campionato, dando poi 6 giocatori alla nazionale arrivata seconda in Messico, eravamo una grande squadra. Probabilmente avremmo vinto anche l’anno successivo senza l’infortunio di Gigi (Riva, ndr), senza di lui l’attacco si è spento e non siamo riusciti a ripeterci. Nel 1974 il Cagliari mi ha ceduto al Milan, ma onestamente sarei voluto restare in Sardegna perchè mi trovavo benissimo, ma in quei tempi non ci si poteva rifiutare»

Ha giocato da compagno e da avversario con grandi campioni come Gigi Riva e Gianni Rivera, se dovesse sceglierne uno chi direbbe?
«Gigi Riva tutta la vita. Sono due giocatori molto diversi, Rivera ti faceva fare i gol era più un centrocampista. Gigi Riva era un attaccante, era un cecchino, quando si trovava li sbagliava pochissimo. Chiaramente tra i due dico Riva»

Ha vinto l’europeo con l’Italia nel 1968, come vede gli azzurri di Mancini in vista di Euro2020?
«Questa nazionale viene da tanti risultati positivi e sicuramente può dire la sua. Credo che possa essere la favorita di questo campionato europeo, visto che le altre come Inghilterra, Germania e Francia stanno zoppicando credo che l’Italia abbia tutte le possibilità di vincere l’Europeo»

 

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