
Il direttore sportivo del Cagliari Pietro Accardi racconta il progetto rossoblù dalla crescita di Alessandro Romano alle ambizioni di Daniel Maldini, passando per il lavoro di Fabio Pisacane
Il Cagliari si gode un inizio di stagione sorprendente, ma guarda soprattutto al futuro. A raccontare le ambizioni della società rossoblù è stato il direttore sportivo Pietro Accardi, protagonista di una lunga intervista concessa a Tuttosport. Tanti gli argomenti affrontati: il rapporto con il presidente Tommaso Giulini, la fiducia nell’allenatore Fabio Pisacane, l’esplosione di Alessandro Romano e le aspettative nei confronti di Daniel Maldini. Spazio anche al calciomercato e alla prossima sfida contro la Juventus.
Il direttore sportivo ha innanzitutto spiegato le sensazioni provate dopo il suo arrivo in Sardegna, sottolineando il legame con l’ambiente e le responsabilità che comporta rappresentare il club.
L’ARRIVO A CAGLIARI – «Ho conosciuto una bella realtà, è bello lavorare in un posto dove stai bene con le persone. Mi hanno fatto sentire subito a casa. Sono aumentate le responsabilità: qui rappresenti un intero popolo, bisogna esserne all’altezza. Come ad Empoli avverto anche qui un forte senso di famiglia».
PISACANE – «Sì, un allenatore completo, era uno di quelli che avevo studiato, sono contento di poterci lavorare insieme: nel momento in cui hai a che fare con lui tutti i giorni ti rendi conto ancora di più del professionista che è, dell’idea di calcio che ha. È un visionario e ha una capacità pazzesca nella gestione delle risorse umane. Sembra in A da una vita, è molto più esperto e maturo rispetto all’esperienza che ha».
IL RAPPORTO CON GIULINI – «Di costruire il futuro attraverso il presente, siamo concentrati su quello che dobbiamo fare oggi. Io e il presidente ci conoscevamo perché quando rappresentavo altre società e lui era il presidente del Cagliari avevamo avuto degli approcci diretti: mi sta trasmettendo molto e allo stesso tempo mi sta facendo crescere. Qui ho trovato un club con le idee chiare, con una visione comune tra proprietà, dirigenza, settore giovanile, staff tecnici. Siamo un’unica famiglia che sa cosa fare, ognuno nei propri ruoli».
Accardi allo scoperto su Romano
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 che si sta imponendo come uno dei protagonisti del nuovo Cagliari. Accardi ha raccontato i motivi che hanno portato la società a investire sul giocatore, soffermandosi anche sull’interesse delle grandi squadre italiane.
LA SCELTA DI ROMANO – «Mi ha colpito l’anno scorso, per come si è calato subito in un contesto complicato come quello dello Spezia: un ragazzo che alla prima esperienza tra i grandi si è saputo imporre facendo 19 partite su 19 nonostante le difficoltà fa capire che testa abbia. In estate era sicuramente molto ambito. C’erano altre squadre, ma credo che il progetto del Cagliari e soprattutto l’allenatore dal punto di vista tecnico-tattico abbiano fatto la differenza».
IL RIENTRO DALLA NAZIONALE – «Uguale al primo giorno: lui sa che la Nazionale sicuramente gli ha dato qualcosa, ma allo stesso tempo sa che il suo percorso è qui a Cagliari».
LA SCELTA DELL’ITALIA – «Ha fatto dei ragionamenti suoi perché è una persona che ascolta, ma allo stesso tempo ha la sua personalità, il suo carattere, di conseguenza come ha spiegato anche lui si è sentito di fare questa scelta con il cuore per il presente, ma anche per il futuro».
L’INTERESSE DI JUVENTUS E INTER – «Non direttamente, ma sappiamo benissimo che è un giocatore che sta iniziando a destare tanto interesse, come è normale che sia per un classe 2006 con le sue qualità e con ancora ampi margini di miglioramento».
IL PARAGONE CON BARELLA – «Per me assolutamente sì. Alessandro deve continuare a lavorare con la stessa dedizione e determinazione che ha dimostrato qui dal primo giorno».
LA POSSIBILE CESSIONE A GENNAIO – «Rappresentare questo popolo vuol dire anche non sentirsi di passaggio, nessuno di noi sta pensando di privarsi a gennaio di un pezzo così pregiato. Siamo la settima squadra d’Italia per numero di tifosi, di conseguenza tutti noi sappiamo che responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra gente».
Accardi punta su Maldini: l’obiettivo della doppia cifra
Non soltanto Romano. Il direttore sportivo ha espresso grande fiducia anche nei confronti di Daniel Maldini, individuando nella continuità di rendimento il passaggio fondamentale per la definitiva consacrazione dell’attaccante.
MALDINI – «Quando l’abbiamo preso ci ho parlato io, ci ha parlato l’allenatore e anche il presidente stesso. Tutti noi eravamo convinti del suo talento: qui può esprimere le sue immense qualità. L’ho trovato più maturo che a Empoli. Lui ha le qualità per andare in doppia cifra con gol e assist. Prima deve trovare la continuità che in questi anni gli è mancata, ma che in queste prime gare sta iniziando ad avere».
Il progetto rossoblù, tuttavia, non si limita ai due talenti italiani. Accardi ha sottolineato l’importanza di valorizzare i giovani, senza rinunciare all’esperienza degli elementi più rappresentativi dello spogliatoio.
I GIOVANI DEL CAGLIARI – «Abbiamo dei ragazzi molto interessanti: tra gli altri, penso a Rodriguez, che ha debuttato con la nazionale uruguaiana, così come Kofler, Mendy, Liteta. Stiamo aspettando il ritorno di Idrissi e Trepy, che provengono dal nostro settore giovanile. Per noi il vivaio è un valore aggiunto. Di recente stiamo aggregando dalla Primavera anche Sugamele. Non dimentico giocatori esperti come Deiola, Mina, Caprile e Winks, che sembra sia arrivato a Cagliari da una vita, e che aiutano la crescita di questi giovani calciatori».
L’IMPORTANZA DI MINA – «Mina innanzitutto è un campione, la sua esperienza internazionale è importante per il gruppo».
Nel corso dell’intervista il dirigente ha affrontato anche alcuni argomenti legati al mercato. Tra questi, il possibile interesse estivo per Vasilije Adzic!
IL RETROSCENA SU ADZIC – «Adzic era un’idea, ma come spesso accade quando pensiamo alla squadra non esistono prime e seconde scelte, ci muoviamo per avere più possibilità anche perché il mercato è dinamico e possono subentrare gli imprevisti. Abbiamo cercato di costruire una squadra partendo dalle idee di Pisacane».
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Il grande avvio dei rossoblù e la sfida contro Spalletti
La parte conclusiva dell’intervista è dedicata al campionato. Dopo quattro vittorie nelle prime cinque giornate, il Cagliari di Pisacane si prepara ad affrontare la Juventus di Luciano Spalletti. Un appuntamento importante per misurare la crescita dei rossoblù, anche se Accardi continua a indicare nella salvezza il principale obiettivo stagionale.
L’INIZIO DI CAMPIONATO – «Non mi aspettavo un inizio così: ci stiamo godendo questo momento ma allo stesso tempo siamo equilibrati e concentrati nel sapere che siamo solo all’inizio, che il percorso è ancora molto lungo e che l’obiettivo da raggiungere è quello della salvezza. L’aspetto positivo è che i punti siano arrivati attraverso idee chiare che l’allenatore ha trasmesso alla squadra».
LA SFIDA CONTRO LA JUVENTUS – «Avremo davanti una squadra forte con dei singoli importanti e con un allenatore che conosco personalmente come Spalletti, che riesce ad esaltarsi dove c’è maggiore pressione. A fine gara sarò soddisfatto se avrò visto lo stesso spirito e atteggiamento delle prime cinque partite, ma su questo non ho dubbi».
Un messaggio chiaro quello del direttore sportivo: il Cagliari vuole continuare a crescere senza perdere di vista il proprio obiettivo, puntando sulla valorizzazione dei giovani, sull’identità del gruppo e sulle idee di Fabio Pisacane. La sfida contro la Juventus rappresenterà un nuovo banco di prova per una squadra che ha già sorpreso in questo avvio di stagione.