Un Cagliari in emergenza si affida ai ragazzini! Pisacane vince un'altra grande scommessa
Editoriale

Un Cagliari in emergenza si affida ai ragazzini! Pisacane vince un’altra grande scommessa

Cagliari-Frosinone è stata l’ennesima prova di forza di Fabio Pisacane, del settore giovanile sardo e del sistema di scouting del club di Tommaso Giulini

È un Cagliari in emergenza, emergenza infortuni, si intende, quello che ieri a partire dalle ore 15 si preparava ad affrontare il Frosinone, la sorpresa del campionato, la squadra più lanciata. Una formazione che ha saputo sorprendere e confermarsi, quattro vittorie consecutive ed una striscia positiva che si interrompe proprio a Cagliari.

Perché la squadra di Pisacane gioca bene, passa in vantaggio, amministra, concede, sa soffrire e alla fine si prende i 3 punti. Per un Frosinone che arrivava da 4 vittorie c’era un Cagliari che arrivava da 4 sconfitte. Per una squadra che ha rappresentato la vera sorpresa e che ha saputo confermarsi, c’è un Cagliari che ha iniziato con un grande exploit e poi ha accusato un periodo di flessione, vuoi anche per il calendario; e soprattutto per gli infortuni.

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Perché ieri quello che è sceso in campo all’Unipol Domus era un Cagliari incerottato, un Cagliari privo di Fadera e Zortea. L’uno la rivelazione delle ultime giornate, l’altro reduce dai due gol contro Lazio e Roma. Ma è anche un Cagliari che nei giorni di avvicinamento alla partita perde il suo leader difensivo Yerry Mina. Ed è un Cagliari che nella seduta di rifinitura del giorno gara perde Harry Winks, tornato dopo i problemi di lombalgia, e rifermatosi per un problema muscolare sempre alla schiena.

È un Cagliari che decide di mandare tanti giovani in campo a una punta classe 2007 Paul Mendy e un trequartista classe 2006 Trepy. Proprio Trepy. protagonista del triste situazione di questa estate, l’incidente in piscina, inizia molto bene la gara, offre buoni gli spunti, resiste nel corpo a corpo sul centro destra dell’attacco. Dimostra di poter fare più o meno quello che vuole finché prima della mezz’ora si ferma per un problema muscolare ai flessori della coscia.

E allora l’attacco del Cagliari ne esce ancor più ringiovanito, perché al posto del 2006 Trepy entra il 2007 Alessandro Sugamele. Allo stesso tempo è un Cagliari che al centro della difesa ha il 2003 Juan Rodriguez affiancato al 2005 Rafael Kofler. Terzino destro sì, Zé Pedro, ma a sinistra c’è Grandu: esordiente assoluto con il Cagliari e in Serie A (2006 anch’esso).

Sulla mediana c’è Adopo, che ormai è in autorità e che segnerà il gol partita, classe 2000, il capitano Alessandro Deiola, classe ’95, e Alessandro Romano, classe 2006.

È un Cagliari incerottato quello che sfida e batte il Frosinone di Alvini. È un Cagliari che pur con i cerotti trova la freschezza dei tanti giovani del proprio vivaio per battere quella che è la rivelazione del campionato.

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È un Cagliari che ha una media età bassissima (23,5 anni al fischio d’inizio). Una squadra che reagisce alla situazione negativa e porta a casa 3 punti importanti dopo un mese faticoso.

Pisacane poi nel finale per amministrare il vantaggio inserisce un altro giovane, un altro prodotto dell’Academy, Joseph Liteta, classe 2006. Mediano che già la scorsa stagione ha iniziato a affacciarsi in prima squadra. E quindi il Cagliari che batte i ciociari è un Cagliari giovane che sa soffrire, sa vincere e convincere, sa proporre un calcio tecnicamente valido. Ma anche tatticamente accorto, tutto ciò dati i tanti problemi e le tante assenze; ma anche consapevole della forza dell’avversario, un Frosinone che attacca e press per 90 minuti, crea e ti costringe a difenderti.

Ma non è un Cagliari che vuole solo difendersi, è un Cagliari che sa di dover subire, sa di poter costruire e di poter ripartire. E così costruisce, riparte, si appoggia al 2007 Mendy e trova il vantaggio con il classe 2000 Adopo. Classe 2000 che dall’alto dei suoi 26 anni è uno dei più anziani della squadra in campo.

Una squadra giovane, bella da vedere e che consolida il proprio posto nel cuore della classifica a debita distanza dalle zone calde.

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