Massolin si racconta: «Giocare in Serie A era il sogno che avevo da bambino». Poi svela i suoi modelli e l'obiettivo contro il Monza
Hanno Detto

Massolin si racconta: «Giocare in Serie A era il sogno che avevo da bambino». Poi svela i suoi modelli e l’obiettivo contro il Monza

Cagliari, Yanis Massolin ripercorre il suo arrivo in Sardegna, l’esordio contro la Juventus e il percorso dalla Francia alla Serie A. Il centrocampista francese parla anche di Pisacane, dei tifosi rossoblù e delle ambizioni per il futuro

Dalla Francia alla Sardegna, passando per l’esperienza al Modena e il debutto in Serie A contro la Juventus. Yanis Massolin è uno dei nuovi protagonisti del Cagliari di Fabio Pisacane, una squadra che sta sorprendendo per risultati e personalità. Il centrocampista francese ha ripercorso le tappe principali della propria carriera in una lunga intervista rilasciata ai canali ufficiali del Cagliari, raccontando le motivazioni che lo hanno portato in rossoblù, le prime impressioni sull’ambiente e gli obiettivi da raggiungere.

Cagliari, Massolin racconta la scelta rossoblù e l’accoglienza ricevuta in Sardegna

L’arrivo di Yanis Massolin al Cagliari è stato il risultato di una decisione maturata sulla base della fiducia dimostrata dalla società e della condivisione delle idee calcistiche. Il francese ha spiegato perché abbia scelto proprio il club isolano e quali siano state le sue prime impressioni sulla città.

«Ho scelto il Cagliari perché era la Società che mostrava più interesse nei miei confronti, con principi di gioco nei quali mi riconosco molto. È stata una scelta logica, facile».

«Per quanto riguarda la Sardegna e Cagliari, non le conoscevo personalmente, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso: è una bella città, sono davvero contento di essere qui».

Un inserimento facilitato anche dalla presenza di compagni con i quali condividere la lingua francese. Ma a colpire particolarmente Massolin è stato anche il sostegno dei tifosi, conosciuto inizialmente dalla tribuna durante la partita contro l’Inter.

«Sono stato accolto benissimo. Ho avuto la fortuna di arrivare in una squadra dove c’erano diversi ragazzi che parlano francese. Questo ha facilitato il mio inserimento. I compagni mi hanno accolto molto bene, si sente che è un gruppo davvero unito. E per quanto riguarda i tifosi sono rimasto piacevolmente sorpreso anche da loro. La prima volta che sono stato allo stadio ero in tribuna per la partita contro l’Inter. C’era un’atmosfera davvero incredibile: è fondamentale sentirsi supportati in questo modo».

Cagliari, Massolin e il sogno della Serie A: il rapporto con Pisacane e la forza del gruppo

Il debutto nel massimo campionato italiano ha rappresentato un momento particolarmente significativo per Massolin, che ha coronato un obiettivo coltivato fin dall’infanzia. Il centrocampista ha parlato anche dell’ottimo avvio di stagione del Cagliari, individuando nell’intensità degli allenamenti e nella mentalità collettiva alcuni dei segreti della squadra.

«Giocare in Serie A rappresentava il sogno che avevo da bambino. Quando sei piccolo vuoi sempre arrivare più in alto possibile nel calcio. Sono davvero contentissimo, soprattutto di averlo fatto davanti ai nostri tifosi che, come dicevo, ci hanno dato una grande spinta. Questo ci aiuta molto in campo. Abbiamo iniziato molto bene questo campionato. Personalmente non sono sorpreso, perché so cosa facciamo durante tutta la settimana, l’intensità degli allenamenti e il rigore di tutti. Penso che tutto questo non possa che dare risultati nel weekend, con l’obiettivo di continuare così. Tutti nella squadra mi hanno impressionato a modo loro, ma penso che ciò che costituisce la nostra forza sia soprattutto la mentalità. Il fatto di essere molto uniti è ciò che ci fa vincere le partite e conquistare punti. È questo che mi ha impressionato di più. Con il mister ho un buon rapporto. Condivido i suoi principi di gioco».

Parole che evidenziano anche la sintonia con Fabio Pisacane, allenatore del quale il francese apprezza l’impostazione tattica. Per Massolin, la compattezza del gruppo rappresenta un elemento fondamentale per affrontare le difficoltà della stagione e continuare a ottenere risultati.

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Cagliari, Massolin dalla Francia alla Serie A: l’esperienza al Modena e i modelli Touré e Özil

Il percorso di Yanis Massolin verso il professionismo è stato tutt’altro che convenzionale. Nato a Moulins e cresciuto ad Annemasse, il centrocampista non ha seguito il tradizionale percorso all’interno di un settore giovanile professionistico. Una strada differente, nella quale hanno avuto grande importanza la passione familiare per il calcio e l’esperienza italiana al Modena.

«Anche mio padre giocava a calcio, ha giocato nella seconda divisione francese. È stato verso i 17 anni che ho iniziato davvero a prendere il calcio come qualcosa di serio. Non ho frequentato un settore giovanile professionistico, quindi non ho seguito il percorso che fanno tutti. Ho capito un po’ più tardi che poteva diventare un mestiere. L’esperienza al Modena mi ha dato moltissimo. Lì ho imparato davvero tanto, ho anche imparato ad adattarmi. Per questo il mio periodo di ambientamento è stato più breve qui a Cagliari rispetto a quando sono arrivato dalla Francia a Modena. Modena mi è servita moltissimo».

Il salto dalla Serie B alla Serie A comporta inevitabilmente nuove difficoltà, soprattutto sul piano della velocità di esecuzione. Massolin ne è consapevole e ha individuato gli aspetti sui quali intende lavorare maggiormente per diventare sempre più importante negli equilibri della squadra.

«Penso che le mie qualità siano sia tecniche che fisiche. Penso di poter aiutare la squadra al meglio, facendo quello che chiede il mister. E penso di dover essere più presente nel gioco, perché l’intensità non è la stessa della Serie B. Devo anche prendere decisioni più rapidamente, perché qui si gioca più velocemente di quanto fossi abituato a Modena. Devo essere più rapido nelle scelte di gioco e partecipare di più. Voglio migliorare la mia partecipazione al gioco, assimilando ancora meglio i principi di gioco, per poter rendere di più in campo».

Tra i calciatori che hanno maggiormente attirato la sua attenzione figurano due centrocampisti dalle caratteristiche differenti: Yaya Touré e Mesut Özil. Il primo per la completezza del repertorio, il secondo per la visione di gioco e la capacità di servire i compagni.

«Non ho idoli, ma tra i giocatori che mi piacevano c’era Yaya Touré. Nel mio ruolo di centrocampista, per me era uno dei giocatori più completi. Mi piaceva molto per la qualità dei passaggi e il suo altruismo».

Cagliari, Massolin guarda al Monza: l’obiettivo è conquistare i tre punti

Dopo aver ripercorso il proprio passato e analizzato il presente, Massolin ha rivolto l’attenzione alla prossima sfida del Cagliari, impegnato contro il Monza. Il centrocampista francese si aspetta una partita impegnativa, ma non nasconde la volontà di contribuire al successo rossoblù e di ritagliarsi sempre più spazio nel corso della stagione.

«Stiamo lavorando tutti bene durante la settimana, come sempre, ma ci aspettiamo una partita difficile, perché è un’ottima squadra. Se riuscirò a essere decisivo per aiutare la squadra, tanto meglio, ma la cosa più importante è portare a casa i tre punti. Sul piano personale? Vorrei giocare più partite possibile per accumulare quanta più esperienza riuscirò. Messaggio ai tifosi? Mi piacerebbe regalare loro emozioni, una bella stagione con tanti punti e spero tante vittorie in casa, davanti a loro».

Un messaggio che racchiude le ambizioni del giovane francese: continuare a crescere, accumulare esperienza nella massima serie e contribuire ai risultati del Cagliari. La fiducia ricevuta dalla società, il rapporto con Pisacane e il sostegno dei tifosi rappresentano le basi sulle quali costruire il suo futuro in rossoblù.

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