
Gianpiero Grudina, ex portiere, ha raccontato un aneddoto sull’iconica bandiera del Cagliari Riva nel corso dell’evento tenutosi ad Arborea una settimana fa
Gigi Riva, altrimenti conosciuto come “Rombo di tuono”, ha scritto pagine importanti di storia al Cagliari. Della iconica bandiera rossoblù ha parlato Gianpaolo Grudina, ex portiere, durante l’evento “Ideario Sport – Festival del libro sportivo” ad Arborea, raccontando un aneddoto successo in allenamento:
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GLI ALLENAMENTI – «C’era ancora Gigi e faceva allenamento con noi. Con noi, lui oramai non giocava più, però faceva il riscaldamento poi: “Mister, posso prendere Grudina?”. “Prendilo!”. Quindi mi mettevo in porta e Gigi restava un’ora calciando in porta. E come diceva prima Stefano (Tacconi ndr), non avevamo guanti allora. Noi d’inverno usavamo i guanti in lana che andavamo a prendere alla Standa o Upim. Prima, eh sì, se no a mani nude d’estate».
ANEDDOTO MASU E SPRAY – «Io ricordo che quando giocavo nella Nuorese c’era Nardino Masu, che è stato campione olimpionico di sollevamento pesi, che aveva uno spray che mi spruzzava nelle mani e restavo appiccicato che non riuscivo manco a darlo il pallone. Stavamo facendo allenamento lunedì IN quel triangolo fuori Sant’Elia, prima c’era quel triangolo in erba, no? Dove faceva allenamento chi non giocava».
LA SFIDA CON RIVA – «Con l’allenatore… arbitrava, a un certo punto prende palla Gigi, si gira, calcia questo tiro, e io mi tuffo di testa che ero dietro. Ma è da premettere che era un po’ introverso anche, era di quelli che… Aiuto! Tutta la gente che era lì, naturalmente, si è messa ad applaudire perché era un bel tuffo! E allora lui un po’ se l’è presa, no? Allora ha detto: “Paolo, voglio vedere se mi prendi questo di testa!”. Ha messo il pallone proprio al limite dell’area, proprio al centro dell’estensione, no?».
POTENZA TIRI RIVA – «È chiaro che Gigi era uno che aveva un tiro dove sentivi il rumore quando calciava e la rete che si gonfiava, non vedevi manco il pallone! Doveva avere un tiro che, non lo so, forse andava a 140 chilometri all’ora! Aveva fratturato la spalla a Cudicini, aveva fratturato il braccio di un bambino che era a 60 metri e faceva il raccattapalle… e tra l’altro! Quindi…»
IMPATTO PALLONE E SVENIMENTO – «Allora ha detto: “Voglio vedere se prendi questo tiro!”. È chiaro che io non volevo prenderlo, mi sono posizionato con la posizione tipica del portiere, no, e via dicendo, cercavo di affrontarlo. E Gigi calcia questo pallone, e manco a farlo apposta è venuto dritto proprio all’altezza della mia fronte! Manco a farlo apposta! Io inconsciamente ho fatto così, ho sollevato la fronte, m’ha preso in piena testa, m’ha preso in piena fronte! Non ho capito più niente perché mi sono sentito afflosciare e mi sono svegliato negli spogliatoi. E tra l’altro poi ho fatto anche due giorni in ospedale che m’hanno tenuto in osservazione per un’eventuale commozione cerebrale! Questo è un aneddoto che mi è successo a Cagliari…».