
Andrea Stramaccioni, tecnico e commentatore Rai, persegue la linea della fiducia e pazienza in ottica Nazionale. L’intervista a La Rosea
Il debutto del nuovo percorso della Nazionale italiana non ha rispettato le aspettative, ma secondo Andrea Stramaccioni non è il momento di lasciarsi andare a valutazioni affrettate. Il tecnico e commentatore Rai, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha analizzato la fase di costruzione degli azzurri invitando alla pazienza.
Tra i temi affrontati anche Alessandro Romano, giovane talento in forza al Cagliari protagonista di un esordio con la maglia dell’Italia che ha fatto discutere. Stramaccioni ha sottolineato l’importanza di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, ricordando come un nuovo ciclo necessiti di tempo per trovare equilibrio e identità. Le sue dichiarazioni:
AVVIO ITALIA – «Diciamo che speravo in un inizio diverso. E come me, penso tutti gli italiani».
SINGOLI IMPORTANTI CHE NON RENDONO – «Il calcio è una questione di equilibri, incastri e valori collettivi. Sono pochi i giocatori che decidono le partite da soli. Bisogna parlare di prestazioni individuali all’interno di un contesto di squadra. Noi ne stiamo creando uno nuovo, serve un po’di tempo».
ROMANO – «Si protegge: in quella mezz’ora contro il Belgio hanno sbagliato tutti tranne Gigio. Mica solo Romano. In Italia ci si riempie la bocca con la parola “giovani” ma nei fatti siamo molto duri a giudicare coloro che danno loro fiducia».
NODO – «Trovare l’alchimia a centrocampo. Dev’essere adattata al palleggio che chiede Mancini. Perché dobbiamo fare i conti con la realtà: questo gruppo è composto da calciatori diversi da quelli che il nostro ct condusse alla vittoria dell’Europeo».