
Il racconto di Alessandro Deiola, l’analisi sul grande inizio di campionato e lo speciale legame con Pisacane. L’intervista
Il momento positivo del Cagliari passa anche dalla leadership di Alessandro Deiola. Il centrocampista rossoblù, oggi capitano della squadra, sta vivendo un avvio di stagione da protagonista, in un’annata che ha regalato risultati importanti e grande entusiasmo nell’ambiente isolano. Intervistato da La Nuova Sardegna, Deiola ha parlato del rapporto speciale con la maglia rossoblù, delle sensazioni vissute in questo periodo e del percorso intrapreso dalla squadra. Tra i temi affrontati anche il legame con Fabio Pisacane, allenatore con cui condivide idee e valori, oltre alla crescita di un gruppo che sta sorprendendo per compattezza e rendimento. Vi riportiamo di seguito le sue dichiarazioni:
SOGNO – «Ogni volta che vado ad allenarmi e vedo il cartellino mi fermo un attimo a riflettere. Mi ricorda tutto il cammino fatto per arrivare fino a qui: gli allenamenti, le rinunce, i momenti felici e quelli più difficili. È qualcosa che mi dà ulteriore energia per continuare a inseguire quel sogno che avevo da bambino, ovvero indossare questa maglia e rappresentare la squadra e i suoi tifosi».
AVVIO TORNEO – «La mia sensazione positiva era già nata nelle prime settimane di lavoro, perché avevo visto nei nuovi arrivati grande disponibilità e un atteggiamento molto positivo. Con il passare delle partite queste impressioni hanno trovato conferma. Abbiamo un gruppo formato da ragazzi straordinari e giocatori di qualità, ma il vero valore aggiunto è la forza del collettivo, che ci permette di ottenere risultati importanti».
PARAGONE CAGLIARI 1970 – «Stiamo vivendo un periodo davvero speciale e quello che stiamo facendo ha qualcosa di unico. Fare paragoni con il Cagliari del 1970 forse sarebbe prematuro, perché dobbiamo mantenere equilibrio, umiltà e concentrazione. La Serie A non permette distrazioni: basta poco per complicare le cose. Per questo dobbiamo pensare a una gara alla volta e goderci questo momento insieme ai nostri tifosi, che meritano queste soddisfazioni per la passione che ci dimostrano».
RUOLO – «Ricevere gli apprezzamenti di due grandi ex rossoblù come Giuseppe Tomasini e Gianluca Festa è motivo di grande orgoglio. Li ringrazio, perché significa molto per me. Credo di aver raggiunto una maturità diversa e sto iniziando a capire che il ruolo di centrale difensivo può essere quello più adatto alle mie caratteristiche. Sono fortunato ad avere un allenatore che mi conosce bene e sa come valorizzarmi».
LEGAME PISACANE – «Con Fabio il rapporto va oltre il semplice calcio. Prima di essere allenatore e giocatore siamo stati compagni di squadra e ci conosciamo da tantissimo tempo, avendo condiviso momenti positivi e difficili. Non sono sorpreso del suo percorso perché so quanto abbia studiato e quanto si sia preparato per arrivare alla panchina del Cagliari. Ha idee moderne, sa gestire il gruppo e crea un ambiente in cui si lavora bene. Queste qualità si erano già viste anche nella stagione precedente».