
Franco Selvaggi, ex attaccante de Cagliari, ha rilasciato delle dichiarazioni sul rendimento nelle prime cinque giornate della squadra allenata da Fabio Pisacane
Il successo del Cagliari sul campo dell’Udinese continua a raccogliere consensi e a far crescere l’entusiasmo attorno alla squadra di Fabio Pisacane. Tra gli ex protagonisti della storia rossoblù che hanno commentato il momento positivo c’è anche Franco Selvaggi, intervenuto durante la trasmissione Magic Box condotta da Bruno Corda su Canale Italia. L’ex attaccante del Cagliari ha analizzato la vittoria per 0-1 ottenuta in Friuli, sottolineando il valore di una squadra capace di ottenere risultati importanti grazie a organizzazione, entusiasmo e qualità.
Ha poi ricordato il parallelismo con il suo primo periodo in Sardegna, quando il gruppo rossoblù riuscì a sorprendere il campionato con un calcio brillante e ambizioso. Secondo Franco Selvaggi, il momento vissuto dal Cagliari può essere il punto di partenza per una stagione importante. L’ex bomber ha evidenziato quanto l’entusiasmo possa diventare un elemento decisivo nel percorso di una squadra. Le sue parole:
«Questo Cagliari può andare lontano, perché l’entusiasmo nel calcio è importante e certe partite non le vinci se non sei una buona squadra. Mi ricorda, per certi aspetti, il Cagliari del mio primo anno: anche noi partimmo molto bene e giocavamo un gran calcio. Arrivammo fino a Natale nelle prime posizioni. Io ho amato il Cagliari perché qui mi sono divertito: eravamo amici, giocavamo bene a calcio e ricordo quegli anni con grandissima nostalgia. Mio figlio è nato a Cagliari e oggi siamo tutti tifosi rossoblù. Cagliari è stata la squadra che mi ha portato poi in Nazionale, all’Inter e al Torino: è stato il mio trampolino di lancio».
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Il ricordo di Gigi Riva e la scelta della Sardegna
Nel corso dell’intervento, Selvaggi ha ripercorso anche il momento in cui scelse il Cagliari, una decisione rivelatasi fondamentale per la sua carriera. L’ex attaccante ha raccontato il ruolo decisivo avuto da Gigi Riva, figura simbolo del club rossoblù e protagonista della sua chiamata in Sardegna.
«Devo praticamente tutto a Gigi Riva, perché fu lui a volermi fortemente. Quando giocavo nel Taranto lo incontrai all’aeroporto di Fiumicino: era il mio idolo da ragazzino e sentii che chiedeva al presidente del Taranto come avesse giocato Selvaggi. Poi ebbi la possibilità di scegliere tra Bologna, Ascoli e Cagliari e dissi immediatamente Cagliari. Fu la mia fortuna».
Durante l’intervista, Franco Selvaggi ha affrontato anche il tema del momento del calcio italiano, soffermandosi sulle difficoltà della Nazionale nel trovare nuovi giocatori capaci di fare la differenza negli ultimi metri. «Quanto alla Nazionale, secondo me bisogna rendersi conto che gli altri Paesi si sono evoluti. Il problema nostro oggi è soprattutto negli ultimi venticinque metri: mancano i giocatori di talento, mancano i Del Piero, i Totti, i Baggio. È lì che si decidono le partite».
L’ex attaccante ha poi indicato la necessità di tornare a puntare maggiormente sulla tecnica individuale e sulla creatività dei giovani calciatori.
«Bisogna tornare a insegnare l’uno contro uno, il due contro due, la tecnica. A volte vedo allenamenti con settanta porticine e ragazzi che devono pensare a mille cose: il calcio è un gioco molto semplice. Da bambini bisogna giocare, divertirsi e fare tantissima tecnica».