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Ex Rossoblù

Jeda difende Allegri: «È assurdo definirlo difensivista, a Cagliari ha migliorato il progetto»

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Jedaias Capucho Neves, ex attaccante del Cagliari noto come Jeda, ha rilasciato delle dichiarazioni sull’allenatore Massimiliano Allegi

Il rapporto tra Jeda e Massimiliano Allegri torna protagonista a distanza di anni. L’ex attaccante del Cagliari, allenato proprio dal tecnico livornese durante l’esperienza in Sardegna, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli per analizzare l’avvio di stagione dell’allenatore sulla panchina azzurra.

Nel corso dell’intervento, Jeda ha difeso il lavoro di Allegri, soffermandosi sulle sue qualità tattiche e soprattutto sulla capacità di gestione del gruppo. L’ex rossoblù ha ricordato gli anni vissuti insieme al tecnico al Cagliari, sottolineando come la sua idea di calcio sia spesso stata raccontata in maniera differente rispetto alla realtà vissuta nello spogliatoio.

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Uno dei temi affrontati dall’ex attaccante riguarda proprio la descrizione di Allegri come tecnico poco offensivo. Un’etichetta che secondo Jeda non rispecchia quanto visto direttamente durante gli anni trascorsi a Cagliari. Le sue parole:

«La cosa che ancora mi stupisce molto è sentire dire che Allegri sia un difensivista. Per me è una cosa assurda perché l’ho avuto per due anni e sinceramente non ricordo assolutamente questo tipo di allenatore. Penso che la cosa fondamentale per un tecnico sia avere gli elementi giusti per poter proporre un calcio di un certo tipo. Dobbiamo ricordarci che Allegri non ha sempre avuto squadroni. Quando ha avuto squadre importanti ha vinto. A Cagliari aveva una squadra che giocava bene e lui non ha rovinato quel progetto, anzi lo ha migliorato. Da lì è partita la sua carriera».

Jeda racconta il rapporto con Allegri

L’ex attaccante ha poi svelato alcuni aspetti del rapporto quotidiano con Allegri durante gli anni al Cagliari, descrivendolo come un allenatore molto coinvolto durante le partite e attento ai dettagli. «Ho visto l’episodio con Lucca e posso assicurarvi che anche con noi a Cagliari Allegri si arrabbiava quando sbagliavamo determinate situazioni, soprattutto quando un errore poteva diventare pericoloso. Vive tantissimo la partita. A me, quando sbagliavo qualche pallone, diceva: “Come fai a sbagliare un pallone così?”. Era il suo modo di spronarti e farti capire l’errore».

Le parole dell’ex Cagliari restituiscono quindi il ritratto di un Allegri molto esigente, ma anche capace di valorizzare le caratteristiche dei propri giocatori e costruire rapporti importanti all’interno dello spogliatoio.

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