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Conferenza stampa Pisacane: «E’ una soddisfazione vincere all’esordio dopo 13 anni! Punto molto su Adopo»

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Conferenza stampa Pisacane: l’allenatore del Cagliari interviene dopo la partita contro il Parma

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, interviene in conferenza stampa nel post partita del match della prima giornata de campionato di Serie A 2026-2027 contro il Parma. Le sue parole:

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LA CONFERENZA STAMPA DI PISACANE

VITTORIA E TREPY «Sicuramente è stata una vittoria importante, considerando la settimana che abbiamo dovuto affrontare. Mi fa piacere che la squadra sia entrata in campo cercando di dimenticare per 100 minuti quello che è successo, perché quanto accaduto a Yael è accaduto a tutti noi. I ragazzi hanno trovato la forza anche nel suo risveglio. Non era facile avere questo atteggiamento dopo una settimana del genere e la mia squadra, sotto l’aspetto emotivo, ha dimostrato di essere riuscita a mettere da parte quanto successo. Ora dobbiamo dare affetto a Yael e alla sua famiglia. Questa vittoria è per loro».

VITTORIA DOPO 13 ANNI ALL’ESORDIO – «Vincere una partita alla prima giornata in Serie A dopo 13 anni è una grande soddisfazione. Ma ciò che mi rende più orgoglioso è il sacrificio con cui l’abbiamo fatto. Siamo rimasti compatti e abbiamo sofferto. È stata una partita importante anche per il valore dell’avversario. Battere questo Parma non era facile e se ci siamo riusciti è perché abbiamo fatto la gara che dovevamo fare».

ATTEGGIAMENTO E STRADA DA SEGUIRE «Vogliamo fare un calcio nell’ambito delle nostre reali possibilità. Una squadra che lotta per il nostro obiettivo nel 75% dei casi può essere dominata, quindi dobbiamo avere la capacità di fare determinate cose con coraggio e personalità. Questa vittoria non ci deve far sentire arrivati. Dobbiamo continuare ad avere fame. La vittoria ci indica la strada, ma non siamo arrivati. Serve ancora tanta fame, già da domani. Penso che siamo stati bravi ad applicare alla lettera il piano gara. Il Parma si muove con logica e Carlos Cuesta è un allenatore che conosco da un anno: so quanto è attento ai particolari. È un ragazzo che stimo ed è molto istruito. Mi aspettavo qualcosa di diverso, ma sapevamo che sarebbe stata una partita complicata. Non era facile venire qui e fare la gara che abbiamo fatto».

GARA E LAVORO DELL’ANNO SCORSO «L’applauso va anche ai ragazzi dello scorso anno, che hanno velocizzato l’apprendimento di queste richieste. Io cerco di allenare i giocatori, non me stesso. L’anno scorso avevamo caratteristiche diverse, quest’anno abbiamo un centrocampo di maggiore qualità. Non partivamo da zero idee e zero metodi: quindi faccio un applauso ai ragazzi che c’erano lo scorso anno. Non era facile venire qui e fare la partita che abbiamo fatto»

ATTACCO – «Non mi sento di puntare il dito contro la presunta poca concretezza, questa analisi non renderebbe giustizia alla voglia dei nostri attaccanti. Ci sono anche i meriti del Parma, soprattutto nel primo tempo. Sicuramente nella fase di non possesso Mendy inizialmente non riusciva a capire quale scelta fare quando volevamo indirizzare il Parma fuori in fase di costruzione. Sono situazioni sulle quali lavoreremo».

ROMANO – «Alessandro lo conosco da quando ho iniziato ad allenare la Primavera del Cagliari. È un calciatore che ha sempre rubato l’occhio, ha qualità importanti. Questo gol e questa prestazione devono indicargli la strada, ma non devono farlo sentire arrivato. Questo è un po’ il nostro mantra. Sicuramente arriveranno momenti difficili, ma non dobbiamo chiamarceli: quando arriveranno, li affronteremo con determinazione e grandissimo impegno».

SINGOLI – «Fazzini era da tantissimo tempo che non giocava una gara e poi un’altra in fila. È un ragazzo che ci può dare tanto. Maldini è un talento cristallino e ci auguriamo che faccia quello step che è nelle sue possibilità. L’ho voluto fortemente. Se riuscirà a fare quello step soprattutto quando non ha la palla, è un giocatore che può alzare ulteriormente il livello della squadra. Sono comunque soddisfatto perché, nonostante una condizione non ancora ottimale, entrambi hanno fatto quello che gli avevo chiesto. Ho bisogno di giocatori come Adopo all’interno di un organico come il nostro. Quando decidiamo di fare un piano gara con più palleggiatori, lui ci dà ampiezza. È versatile, è un bravissimo ragazzo e gli auguro tutto il bene di questo mondo dentro e fuori dal campo. Il mercato? Ci confrontiamo quotidianamente. Qualora ci fossero situazioni da prendere in considerazione, la Società non si farà cogliere impreparata. In questo momento, però, penso soprattutto alla squadra che ho a disposizione e al lavoro che dobbiamo continuare a fare».

INTER«Avanti con profilo basso e tanta fame. È questo che ci deve accompagnare verso il raggiungimento del nostro obiettivo».

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