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Editoriale

Cagliari ha accolto un Luvumbo bambino ed ora è pronta a salutare un uomo

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Zito Luvumbo potrebbe lasciare la Sardegna dopo un percorso di crescita che l’ha visto diventare un uomo ed un calciatore maturo

Si avvia verso la fine la bellissima storia d’amore tra il Cagliari – e soprattutto i suoi tifosi – e Zito Luvumbo. L’attaccante angolano classe 2002 ha vissuto un grande percorso di crescita nell’isola, arrivato bambino se ne potrebbe andare quest’estate a 24 anni, da uomo. Arrivato come un giovane di belle speranze pronto per essere impiegato come ala nel 4-3-3 di Di Francesco, potrebbe andarsene come un padre, un uomo oltre che un calciatore maturo.

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La storia di Luvumbo a Cagliari

Come dicevamo, arriva per essere impiegato da titolare nella squadra allora allenata da Di Francesco, ma poi viene subito relegato a un percorso che passa tanto da un prestito infruttuoso a Como quanto da un’esperienza con la Primavera. Nell’U 19 rossoblù si consacra con tanti gol, assist e prestazioni che finiscono per portare la Primavera sarda ad un passo dalla finale dei play-off di categoria, scontrandosi e venendo battuta soltanto da una fortissima Inter, la stessa Inter in cui giocavano giocatori come Fabbian e Casadei.

Chiuso il percorso nel settore giovanile, viene inserito prima gradualmente poi in modo più stabile nelle rotazioni della prima squadra ed è probabilmente solo con Claudio Ranieri che il Luvumbo si afferma diventando protagonista, aumentando progressivamente il suo contributo in fase realizzativa e diventando uno degli idoli della piazza.

Cosa che in verità è stato fin dal momento del suo arrivo, infatti sui social se n’è sempre parlato con grande simpatia, non ridendo di lui ma con lui, un giocatore che è sempre stato virale in ogni sua espressione, tanto per la naturalezza del suo esprimersi quanto per la radiosità del suo sorriso.

Con sir Claudio che Luvumbo fa le cose migliori, ma soprattutto nella semifinale dei play-off per salire dalla Serie B alla A: entra in campo con un Cagliari sotto nel punteggio e disperatamente alla ricerca di reti, lui ne segna due e ribalta la partita. Forse quello è stato, se non l’unico, il momento più alto della storia di Luvumbo a Cagliari, un momento che rimarrà nella memoria collettiva del popolo rossoblù che sa di dover tanto a Luvumbo, ma che negli ultimi anni sa ancor meglio di non aver ricevuto abbastanza.

Perché Luvumbo è sempre stato un giovane di belle speranze, un calciatore con un’esplosività fuori dal comune, un grande estro, capacità nell’uno contro uno, tanto potenziale e tanto fumo, ma alla fine poco arrosto; perché, come disse Ranieri, un attaccante viene pagato per i suoi gol e lui ha sempre fatto più cose in ripartenza e con la corsa che con i gol e gli assist. È sempre stato un calciatore spettacolare ma estremamente disordinato tatticamente. È sempre stato un giocatore bello da vedere ma poco pratico.

Luvumbo tra il prestito e il possibile e definitivo addio

A gennaio ha deciso di voler cambiare aria perché a Cagliari non non riusciva a trovare quella serenità giusta per esprimersi, serenità che parzialmente ha trovato in Spagna, al Maiorca. Da gennaio in poi, infatti per lui due assist, le buone prestazioni e tante cose buone fatte vedere, cose che poi non si sono tradotte in risultati effettivi dato che il club iberico è retrocesso in Serie B.

Ora per lui il ritorno a Cagliari, una cessione praticamente certa dato l’interesse dello stesso Maiorca e del Palermo, e quindi un futuro lontano, questa volta definitivamente, dall’isola!

L’isola che l’ha accolto bambino e che è pronta a dargli l’addio con calore e affetto ora che è un uomo.

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