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Editoriale

Cagliari, dieci giorni al “third closing”. Da Giulini a Fiori, ecco cosa cambia per i rossoblù

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Per il Cagliari si avvicina alla fine il conteggio alla rovescia che consegnerà un ulteriore pacchetto di azioni al gruppo di investitori guidato da Maurizio Fiori

Manca sempre di meno, precisamente dieci giorni, al momento del third closing. Mancano solo dieci giorni al momento in cui il gruppo di imprenditori americani che si sono già inseriti nel Cagliari avrà la maggioranza delle quote rispetto a Tommaso Giulini, attuale presidente dei rossoblù.

Da quel momento in poi si potranno definire Maurizio Fiori, il suo socio Prashant Gupta, e tutta la serie di investitori americani che fanno parte del gruppo da lui rappresentato, come i veri proprietari della società. E da quel momento in poi andranno messe le carte sul tavolo, andrà chiarito cosa comporterà tutto ciò, quali saranno le conseguenze.

A livello programmatico, e rifacendoci alle dichiarazioni ufficiali dello stesso investitore statunitense – ma anche a quelle di Giulini – questo inserimento è finalizzato alla edificazione e al portare a termine il progetto del nuovo stadio che prenderà il nome del grande Gigi Riva, e che sorgerà sulle ceneri del vecchio Sant’Elia.

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Cagliari, dallo stadio al futuro (?)

Tutto ciò però trova parziale riscontro in quelli che sono i numeri dell’operazione, questo perché un aumentare delle azioni e una maggioranza della parte americana all’interno del club porterà inevitabilmente il gruppo guidato da Fiori a poter prendere decisioni che vanno ben oltre la questione stadio.

Lo porterà a poter immettere fondi per questioni che vanno ben oltre il progetto del nuovo impianto, e quindi a quel punto bisognerà capire se il ruolo suo e dei soci è finalizzato a portare a termine lo stadio, asset importantissimo e fondamentale per il Cagliari o se c’è di più.

Da quest’estate in poi, e più precisamente dal 31 maggio in avanti, giorno del third closing, i rossoblù che strada prenderanno? C’è chi dice e si aspetta una serie di fondi che possano permettere a questa compagine, già salva con una giornata di anticipo e arrivata a quota 40 punti, di poter fare quel salto in avanti che i tifosi auspicano da tanto, tanto tempo.

A questo punto servirebbe, oltre a una serie di fondi da indirizzare per il progetto stadio, una serie di investimenti finalizzati a portare avanti una campagna acquisti importante.

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La necessità di un mercato che faccia grande il Cagliari

Circa 35 milioni servirebbero per riscattare tutti i giocatori arrivati in prestito con diritto di riscatto, ovvero Michael Folorunsho, Luca Mazzitelli, Ibrahim Kakari Sulemana, Semih Kilicsoy e Sebastiano Esposito, in cui il riscatto era condizionato a una serie di parametri e che sono già scattati. Motivo per cui lui è già da considerare un calciatore del Cagliari, che lo acquisisce per 4 milioni più il 40% sulla sua futura rivendita (che andrà all’Inter).

Serviranno i soldi per lo stadio, i 35 milioni qualora si decidesse di riscattare tutti questi profili, ma ne serviranno ben altri per innalzare il livello dell’undici isolano. A quel punto il Cagliari avrebbe bisogno di un’altra trentina, quarantina, forse cinquantina di milioni di euro per costruire una rosa più forte di quella di quest’anno. Una rosa che avrà sì tanti giovani e molte certezze acquisite da questa stagione, ma che dovrà inevitabilmente crescere per fare il cosiddetto passo in avanti.

Se teniamo in considerazione che, come da notizie degli ultimi giorni, il Venezia dopo la promozione avrà un budget compreso tra i 35 e i 50 milioni di euro per costruire la formazione che nella prossima stagione punterà alla salvezza, allora è chiaro come ci sia bisogno di una somma all’altezza delle ambizioni di un Cagliari finalmente grande!

Serviranno almeno ulteriori 40 milioni per finalizzare altre operazioni, che siano in prospettiva o per arricchire immediatamente il parco giocatori, e poi puntare a qualcosa in più della salvezza.

Interrogativi verso la sessione estiva

A questo punto la domanda è: i nuovi vertici saranno disposti a sborsare una cifra del genere? Che ruolo avranno, e a loro in questi termini prettamente economici si unirà nello sforzo Tommaso Giulini? Il presidente rimarrà solo come per un’altra stagione e poi lascerà progressivamente il controllo? Vedremo, il mercato estivo darà risposte a tutte queste questioni e non solo a quella relativa allo stadio.

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