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Caso Rocchi, Serie A nel caos: “Ci saranno conseguenze”

La vicenda che coinvolge il designatore arbitrale Rocchi fa scalpore e interviene anche il Governo che chiede chiarezza
Un vero e proprio terremoto, i cui effetti sono ancora tutti da chiarire. L’inchiesta della Procura di Milano che coinvolge anche il designatore arbitrale Gianluca Rocchi potrebbe rappresentare l’ennesimo scossone al sistema calcio italiano.
Si attendono ulteriori informazioni sull’indagine, capire quali altri personaggi sono coinvolti oltre all’ex arbitri, e quali potranno essere le eventuali conseguenze penali e sportive dell’intera vicenda.
Tutto nasce da una denuncia presentata dall’arbitro Domenico Rocca la scorsa primavera e indirizzata alla Commissione Arbitrale Nazionale. Una missiva sulla quale sta indagando ora la Procura milanese, ma che è stata già valutata e archiviata dalla giustizia sportiva. Da chi e perché è quello che chiede di sapere anche il ministro dello Sport Andrea Abodi che invoca trasparenza e chiarezza e preannuncia provvedimenti severi nel caso fossero rinvenute delle responsabilità.
Caso Rocchi, Abodi vuole far chiarezza: “Il Coni mi dia informazioni”
Con un lungo post pubblicato su X, Abodi ha commentato la notizia dell’inchiesta della Procura di Milano, pur non entrando nel merito dell’indagine.

Il ministro dello Sport ha scritto che “c’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali”.
Abodi chiede che ciò venga fatto “sempre e con chiunque” e non entra nel merito dell’inchiesta dei magistrati della Procura di Milano. Sottolinea però quello che a suo avviso è l’aspetto più grave dell’intera vicenda, cioè “il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico”.
Abodi ricorda che al momento non c’è stato “nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza”.
Da qui la richiesta al Coni di ricevere formalmente e prima possibili informazioni in merito e la promessa ai tifosi: “Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. Quali e verso chi lo si potrà capire soltanto quando ci saranno maggiori informazioni sull’intera vicenda.
E intanto, dopo l’esclusione dai mondiali, per il calcio italiano c’è un altro duro colpo da digerire: sperando che si possa far chiarezza e finalmente ripartire.