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Hanno Detto

Luperto dice la sua: «Sinora abbiamo fatto bene ma il campionato è tutt’altro che finito. Con Pisacane e Mina…»

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Luperto racconta il momento: il percorso verso la salvezza, il lavoro con il mister, l’intesa con i compagni e il legame profondo con la Sardegna

Prestazioni solide, continuità di risultati e un’identità sempre più riconoscibile. Il Cagliari sta costruendo la propria stagione passo dopo passo e tra i protagonisti di questo percorso c’è Sebastiano Luperto, difensore centrale rossoblù, reduce da un’altra prova convincente a Firenze. Il classe 1996 ha parlato in esclusiva ai microfoni di Radio TV Serie A, offrendo una fotografia chiara del momento della squadra, tra equilibrio tattico, spirito di sacrificio e un rapporto speciale con l’ambiente sardo.

LA STRADA VERSO L’OBIETTIVO«Sinora abbiamo fatto bene, 25 punti in 22 gare sono un buon bottino. Ma il campionato è tutt’altro che finito. Non abbiamo ancora fatto nulla, c’è tanto da lottare e sudare per raggiungere il nostro obiettivo, quanto prima possibile. Abbiamo trovato un equilibrio che dovremo mantenere nelle prossime partite, a partire da sabato, è fondamentale. Il Mister ci sta dando tanti consigli, ha trovato la chiave giusta. Nelle ultime partite abbiamo dimostrato quanto teniamo alla salvezza, quando è grande la voglia di non prendere gol, di sacrificarsi per il compagno».

Parole che confermano come il focus resti esclusivamente sulla permanenza in Serie A, senza cali di tensione.

IL MISTER«Con il Mister e lo staff analizziamo tanto gli errori, gli aspetti su cui dobbiamo migliorare, anche a livello individuale. Conosce molto bene l’ambiente Cagliari, le dinamiche, i tasti che è necessario toccare con noi. Ci sta dando una grande mano a livello di organizzazione di gioco, questo sta facendo la differenza. Da subito ha avuto un grande rapporto con tutti, è un allenatore che cerca sempre il confronto».

Un passaggio che evidenzia l’importanza del lavoro quotidiano e della comunicazione nello spogliatoio.

SUI COMPAGNI«Palestra ha grandi potenzialità, lo sta dimostrando: ha gamba, non gioca solo sul binario, ma può entrare dentro campo perché sa usare entrambi i piedi. Marco è un quinto che può fare grandi cose in questa Serie A, anche ad altissimo livello. È un ragazzo bravissimo, ha sempre degli atteggiamenti giusti, sa stare all’interno dello spogliatoio. Il futuro è dalla sua. Mina? Con Yerry ci conosciamo sempre di più, quando giochi insieme per più partite aumenta l’intesa, per una coppia di difensori è molto importante: capisci quando il compagno è in difficoltà e come puoi aiutarlo».

UNA TERRA, UN POPOLO, UNA SQUADRA«A Cagliari c’è uno spirito incredibile, un’identità forte. Hai tutta una regione dietro, un’Isola che ti spinge: è un aspetto che in carriera non avevo mai provato. Il loro sostegno in ogni gara c’è sempre, di questo siamo orgogliosi».

LAVORO ED EQUILIBRIO«Il gol per un difensore? C’è predisposizione, ma dietro c’è tanto studio. Sono un ragazzo molto equilibrato, cerco di stare sempre concentrato. Piatto sardo preferito? La fregula. Il mare? Quello della Sardegna è spettacolare, per me il primo in Italia».

Parole che raccontano un gruppo compatto e consapevole, pronto a giocarsi fino in fondo la corsa salvezza.

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