1967, il Cagliari di Scopigno negli USA: la storia raccontata nel libro di Deidda

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Ai più giovani quello di Antonello Deidda può quasi sembrare un libro di fiabe. E’ quasi surreale infatti pensare al Cagliari del 1967 che partecipa al campionato americano di calcio vestendo i panni dei Chicago Mustangs. Eppure è successo davvero, quando Boninsegna e compagni attraversarono l’Atlantico per cercare di spiegare agli americani che la palla può essere anche tonda e oggetto di attenzioni pedestri.
Eravamo giovani – la storia mai raccontata del Cagliari in America“, questo il titolo del libro edito da Cuec, parte dalla prefazione di Mariano Delogu per raccontare una vera e propria epopea. Non c’era Riva, infortunato e oggetto delle attenzioni mai soddisfatte dei grandi club; c’erano però tanti protagonisti della squadra che avrebbe vinto lo Scudetto pochi anni più tardi.

 

Si va dalle storie minori (e forse perchiò ancora più eroiche) di giovani calciatori sardi aggregati ai rossoblù fino ai grappoli di gol a stelle e strisce di Boninsegna, passando per l’arcinoto fattaccio con cui Scopigno mise in imbarazzo la società davanti all’ambasciatore. Nelle pagine del libro sono racchiusi i ricordi di protagonisti compassati come Reginato e le scazzottate con altre compagini di mezzo mondo mandate in America a comporre un campionato dalle regole improvvisate. Perfino il rossoblù non è tale negli USA: la maglia del Cagliari, associato per l’occasione alla città di Chicago, era di un improponibile azzurrino…

 

Deidda racconta le gesta di quella stranissima banda legandone i destini con quanto succedeva a Cagliari, dove la società viveva momenti rocamboleschi e sentiva dietro l’angolo un possibile flop economico, poi scongiurato dall’iniezione di capitali che getterà le basi per i successi degli anni successivi. Il tutto ha la colonna sonora delle canzoni di quegli anni, con carrellate di juke-box che uniscono i successi nazionali ai pioneri locali del beat sardo. Non mancano poi gli spaccati della Cagliari che fu, dove i ragazzini si ritrovavano a giocare su sterrati come quello dell’Ossigeno, e lì le cannonate diventano stamborrate leggendarie.