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Zoff ricorda Riva: «Giocatore e uomo esemplare, ha trovato i suoi ideali in Sardegna»

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Le dolcissime parole di Dino Zoff nei confronti di Gigi Riva: tra partite combattute da avversario e compagni di squadre

Avversario, compagno di squadra e amico. Gigi Riva è stato tutto questo per Dino Zoff. L’ex portiere della Juventus e della Nazionale Italiana. L’ex campione del mondo ha condiviso tanti, tantissimi, momenti importanti della sua carriera con Rombo di Tuono. In una lunghissima intervista concessa ai microfoni del Corriere dello Sport, Zoff racconta il suo rapporto con uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Malinconia, risate, retroscena e pensieri a cuore aperto: c’è questo e tant’altro nella dichiarazioni di Zoff che, come tutti gli appassionati di sport, saluta un grande calciatore ma anche, e soprattutto, una grandissimo uomo. Le parole di Zoff sulla leggenda del Cagliari:

RIVA AVVERSARIO – «Era bello affrontarlo perché ti trovavi tu portiere contro lui attaccante e quando faceva gol i complimenti li facevi a lui, quando bravi i complimenti li facevi a te stesso perché paravi o intuivi Riva. Non c’erano trucchi, solo sensazioni. Pensavi a quello che poteva fare lui o lo inducevi fare quello che volevi, magari ti fregava lo stesso».

ROMBO DI TUONO – «Il soprannome? Nasceva da un sinistro micidiale. Era un tiro, certamente forte. Sui traversoni, quando Riva arrivava di sinistro, ti metteva tanto in difficoltà o ti segnava.»

RICORDI – «Qualificazioni mondiali, contro la Germania Est a Napoli. Risultato 3-0, gol di Riva in tuffo, di testa, su un traversone».

LA PERSONA – «Un giocatore e un uomo esemplare. Era forte, duro. Non lo buttavi giù se non con un fallaccio. Viveva di calcio da uomo di sport, non da impiegato. A quei tempi non c’era esasperazione mediatica, non c’era il VAR. Tutti Oggi ne approfittano».

NUOVO RIVA – «La cultura la fate anche voi giornalisti. Quando uno si butta per terra e prende il rigore siete tutti contenti, dite ” è stato furbo”. Adesso il portiere le uscite non può farle basse, l’attaccante invece di cercare il gol arriva allo scontro gli danno il rigore. Guardi i portieri di oggi, stanno seduti in attesa. Prima era una bella lotta».

LEADER – «Era sempre concentrato, portato a far bene le cose. Il gruppo si caricava con la sua presenza in campo, con i gol che segnava. Vedevi come arriva si allenava, si batteva, ti trascinava con l’esempio. È la vecchia regola, l’esempio è più importante delle parole».

RIVA, PIOLA O MEAZZA – «Io Riva l’ho vissuto, Piola e Meazza no. Gigi è stato tra i più grandi».

AMICI – «Nessuna marachella. Diventammo subito amici, entrammo in sintonia. Eravamo abbastanza sportivi Al di là del calcio, parlava di macchine della Ferrari. Una bella amicizia».

TELEFONATE – «L’avevo sentito uno- due mesi fa. Non è che siamo ciarlieri ma quando parliamo parliamo. È un po’ problematico all’inizio (sorriso ndr). Ci dicevamo ” come stai, come va”, da amici. Neanche facevamo tanti commenti sul calcio attuale, siamo vecchi».

EURO ’68 – «Eravamo rimasti in pochi in albergo dopo la vittoria finale, molti erano rientrati nelle sedi. Si diffuse la voce che c’era ancora qualcuno e all’improvviso vedendo una marea di gente sotto l’albergo. Cioè facciamo dal balcone io e Gigi, ricordo indimenticabile».

RIVA TEAM MANAGER ITALIA – «Lui è sempre stato corretto, non entrava nelle cose tecniche. Se non ero io a chiedergli qualcosa non si permetteva. In quegli anni si parlavano normalmente tra amici».

CAGLIARI A VITA – «Ho capito che era una sua decisione. Tanto di cappello per aver dedicato la sua vita al Cagliari. Credo che sia stata una scelta utile per lui. Non so in quanti avrebbero preso una decisione simile, rifiutando grandi squadre. Ha trovato i suoi ideali in Sardegna».

RICORDI – «Abbiamo condiviso tantissimo. Parlando di lui da due giorni vivo un momento malinconico, ma fa parte di questa stagione della vita. Si cerca di tenere duro»

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