Serie A: sperimentazione e modifiche al regolamento, le novità della nuova stagione

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Inaugurato il nuovo campionato di Serie A con gli anticipi disputatisi ieri sera, sono diverse le novità introdotte  sui campi della massima serie che avremo modo di vedere nel corso della stagione. Con la circolare numero 1 del 2016, l’Associazione Italiana Arbitri ha infatti recepito e introdotto le modifiche apportate al regolamento dall’IFAB, l’organo internazionale che stabilisce le modifiche e le innovazioni alle regole del calcio, nel corso dell’assemblea generale tenutasi a Cardiff nel marzo scorso.

 

MOVIOLA IN CAMPO, VIA ALLA SPERIMENTAZIONE – La Serie A è infatti una delle competizioni selezionate dall’IFAB in 7 paesi (oltre all’Italia anche Australia, Brasile, Germania, Olanda, Portogallo e Stati Uniti) per la sperimentazione della VAR, la Video Assistant Referees. Lo strumento tecnologico ha l’obiettivo di aiutare gli arbitri nella valutazione di alcuni dei principali episodi del match, rafforzando ulteriormente il ruolo dei direttori di gara. La sperimentazione partirà ad ottobre e andrà avanti anche nella stagione 2017/18: al termine del biennio l’organo internazionale, sulla base dei risultati ottenuti nei campionati selezionati, prenderà la decisione finale, attesa entro il 2019, ed eventualmente introdurrà in via definitiva la moviola in campo.

 

STOP AL GIALLO AUTOMATICO – Tra le principali modifiche al regolamento, le novità più importanti riguardano la famigerata Regola 12. Due i cambiamenti introdotti: il primo è la cancellazione del cartellino giallo automatico per un fallo di mano che interrompe un passaggio tra due avversari. L’ammonizione rimarrà soltanto sui falli che interrompono un’azione di gioco definita “promettente” e nei casi di comportamento antisportivo o condotta gravemente sleale, mentre non verranno più puniti i falli commessi a metà campo, che nelle ultime due stagioni hanno portato ad ammonizioni pesanti e talvolta paradossali.

 

TRIPLA SANZIONE ADDIO – Il secondo è l’addio alla tripla sanzione rigore-espulsione-squalifica. La modifica prevede che nei casi in cui un difendente – l’esempio più classico in questo senso è quello del portiere – interviene in area di rigore negando all’avversario un’evidente opportunità di segnare in maniera “genuina”, ossia nel tentativo di giocare o contendergli il pallone, scatterà solo l’ammonizione. Il rigore, infatti, punisce già il fallo senza bisogno di lasciare la squadra in inferiorità numerica. Rimane l’espulsione nei casi di spinte, trattenute, falli di mano e laddove non vi sia da parte del difendente l’intenzione o la possibilità di giocare il pallone e ovviamente, se il fallo prevede di per sé il cartellino rosso (come nella condotta violenta). Una modifica che lascia però spazio all’interpretazione e dunque alla discrezionalità dell’arbitro, e che potrebbe ulteriormente accrescere le polemiche in caso di episodi dubbi. 

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