Editoriale

Serie A, la variabile Vlahovic nella lotta Scudetto da lui è peggio di me

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L’ennesima prestazione show di Vlahovic riporta in auge la Juve, ora non più così lontana dalla lotta Scudetto in Serie A

Questa Serie A 2021-22 si sta rivelando giornata dopo giornata sempre più incredibile e imprevedibile. Quel triello di vertice per la conquista dello Scudetto rischia di allargare gli orizzonti. Complice Dusan Vlahovic, forse ancor più che la Juve.

Perché i bianconeri espugnano Empoli e si riportano a -7 dalla vetta occupata dal Milan, anche se potenzialmente l’Inter vincendo a Bologna potrebbe essere a +8. Max Allegri continua a voler rimanere fuori dai radar, confermando impossibile l’obiettivo remuntada in ogni conferenza stampa. Snocciolando numeri e dati, tabelle e proiezioni nemmeno fosse Renato Mannheimer.

Però il tecnico livornese non considera l’anomalia di un campionato nel quale le prime della classe da un mesetto a questa parte giocano al “lui è peggio di me”, parafrasando un capolavoro cinematografico con Adriano Celentano e Renato Pozzetto. Pallino ora in mano al Napoli di Spalletti, anche se la trasferta all’Olimpico contro l’ex Sarri si preannuncia tutt’altro che una passeggiata di salute.

E soprattutto non considera la variabile Vlahovic, appunto. Il serbo è stato semplicemente strepitoso e la sua prima doppietta in bianconero nasconde ancora una volta le magagne di una squadra che non ha incantato nemmeno al Castellani. E nel quarto d’ora finale è stata messa alle corde, rischiando di subire il pareggio.

Insomma, se razionalmente continua a essere impensabile un inserimento della Vecchia Signora nella corsa verso il titolo, d’altro canto le ultime settimane hanno ricordato quanto poco ci sia di razionale nel calcio e, purtroppo, nel mondo al di fuori di esso.

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