2013

Sempre in viaggio per seguire il Cagliari: è Nord Rossoblu

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Dalla stagione scorsa sono apparsi nuovi striscioni rossoblù a colorare gli spicchi destinati ai settori ospiti dei diversi stadi italiani: si tratta di Nord Rossoblu, gruppo composto da sardi residenti al Settentrione che seguono il Cagliari nelle sue trasferte.
CagliariNews24 ha incontrato Gianluca Cherchi, presidente del gruppo, che ci ha raccontato qualcosa di più su questa nuova realtà della galassia rossoblù.

«Nord Rossoblu è nato l’anno scorso, grazie al presidente Matteo Manduchi che ora è tornato in Sardegna e mi ha lasciato il testimone. La creazione del gruppo è stata per così dire spontanea: nel settore ospiti dei vari stadi italiani eravamo in pochi e più o meno sempre gli stessi, dal cominciare a salutarci a creare qualcosa il passo è stato breve.

Per noi Nord Rossoblù è una sorta di punto di ritrovo per organizzarci. Siamo tutti residenti dalla Toscana in su e seguiamo la squadra prevalentemente al Nord. Fra costi e problemi logistici non ci sarebbe facile spingerci più giù. Grazie al gruppo possiamo organizzarci con piccoli pullman o anche solo passaggi in macchina, siamo in contatto e ci semplifichiamo le cose a vicenda. C’è chi si occupa dei biglietti, chi del merchandising. In sostanza non siamo ultras, andiamo semplicemente in giro per sostenere il Cagliari e per divertirci.

Il nostro gruppo comincia a crescere, siamo intorno ai 400 utenti su facebook e l’anno scorso nella trasferta contro il Chievo eravamo un’ottantina a cantare al Bentegodi. Quando abbiamo iniziato eravamo cinque o sei, ora riusciamo ad essere almeno una ventina ad ogni partita. Ci sono i fedelissimi e c’è chi riesce a farsi una trasferta o due: sono tutti benvenuti, più siamo più ci divertiamo. Sono belle giornate, con il rituale del panino e della birra fuori dallo stadio e poi tutti dentro a fare il tifo.
Negli ultimi anni la squadra era poco seguita in trasferta, io stesso non partecipavo da tanto tempo. Ora, saremo anche pochi ma ci facciamo sentire e speriamo che il nostro entusiasmo spinga tanti altri a riavvicinarsi.
La trasferta più solitaria è stata quella di Udine: sotto l’acquazzone eravamo in quattro, ma è stato bellissimo lo stesso. Un’avventura.

Speriamo anche che la squadra si ricordi più spesso di fare un cenno verso gli spalti a fine partita. E’ vero che spesso in trasferta il risultato non sorride e manca la voglia di festeggiare, ma ci basterebbe un segno di saluto come suggello della nostra presenza.
La questione stadio mi lascia perplesso, la sensazione non è affatto positiva. Non entro di certo nelle questioni politiche, giudiziarie eccetera, ma c’è pessimismo circa un rientro rapido a Cagliari. Temo che la sede delle partite interne sarà Trieste ancora per un pezzo.
Noi seguiamo la squadra in trasferta; Trieste non ci rappresenta e speriamo che giochi in Sardegna, per quanto ci riguarda noi continueremo a sostenere la squadra quando gioca in trasferta.»

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