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Schira: «Il Cagliari con un attacco più prolifico. Vi svelo il nome del giocatore ideale» – ESCLUSIVA

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Il giornalista sportivo ed esperto di calciomercato Nicolò Schira ha parlato in esclusiva dei movimenti che il Cagliari potrebbe fare in sede di mercato

Le porte del campionato si sono chiuse soltanto da una settimana ma il calciomercato inizia a infiammare i quartier generali di tutti i club della Serie A. Nicolò Schira, giornalista sportivo ed esperto di questo settore, ha parlato in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 dei movimenti che la società potrebbe fare in sede di mercato per costruire il Cagliari del futuro con alla guida Leonardo Semplici.

Queste giornate sono caratterizzate da un vero e proprio valzer di allenatori. Nel Cagliari invece regna la calma dopo la riconferma di Semplici.

«Il Cagliari ha Semplici e Capozucca che, da quando sono arrivati, hanno fatto molto bene, hanno ristrutturato una condizione drammatica visto che la squadra rischiava la retrocessione. Il ds ha dato solidità all’interno della società, è molto esperto e capace. Semplici ha fatto un grandissimo lavoro quindi è stato giusto ripartire da lui all’insegna di quanto di buono è stato fatto a fine stagione per poi alzare l’asticella e magari fare un campionato da colonna di sinistra della classifica».

Facciamo un passo indietro al girone di andata e alle prime giornate di quelle di ritorno: il Cagliari si trovava in una situazione davvero critica, che errori sono stati commessi? Lei su quali giocatori avrebbe puntato?

«Il primo errore è stata la scelta dell’allenatore. Di Francesco è più adatto a guidare squadre che stanno a metà classifica. Nel momento in cui si trattava di salvarsi, con Semplici abbiamo visto tanta volontà e furore agonistico, una cattiveria diversa. Di Francesco, poi, ha adottato molte volte il 4-3-3 senza avere i giocatori giusti per quel tipo di modulo, tant’è vero che a un certo punto è passato al 3-5-2, più nelle corde dei calciatori rossoblù ma non sicuramente uno schieramento che rappresentava il suo calcio. Per quanto riguarda il mercato credo che l’errore sia stato prendere dei giocatori dal nome affascinante ma il cui rendimento va al di sotto delle aspettative: penso ad Asamoah, a Rugani. Grandi nomi ma con poco da dare. Meglio prendere giocatori meno roboanti, meno altisonanti ma più affamati, più di gamba, più d’impatto. Nel calcio non si vince con i nomi, capisco che potevano essere delle scommesse intriganti ma poi il campo ha detto che il solito Ceppitelli si è rivelato meglio di Rugani, a sinistra Asamoah non ha reso. Questi nomi, fatta eccezione per Nainggolan, non hanno dato il contributo che ci si aspettava».

Ieri pomeriggio ild Capozucca ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato a grandi linee il suo Cagliari del futuro, dall’organico più snello e ringiovanito. Necessità di operazioni dolorose tra cui il dover fare a meno di Godin dall’ingaggio troppo elevato. Quale giocatore potrebbe rimpiazzare il Faraone?

«È ancora presto per parlarne ma sono sicuro che Capozucca ha già in mente qualche nome. Si deve andare alla ricerca di un difensore simile a Godin, quindi con caratteristiche da leader difensivo ma dall’ingaggio nettamente inferiore. Il Cagliari ha provato a prendere dei giocatori importanti, da un certo punto di vista bisogna fare i complimenti alla società per il grandissimo sforzo. C’è, come dicevo prima, il grande paradosso: hanno reso di più quei giocatori normali, di categoria rispetto ai big che hanno pesato tanto economicamente sul club. Un po’ tutte le squadre, comunque, a causa del Covid, si trovano a dover effettuare un ridimensionamento per il bene dei propri bilanci. Il Cagliari ha due gioielli in vetrina, Nandez e Cragno, entrambi oggetto fortissimi, protagonisti di una stagione formidabile, oggetto di interesse di club italiani e non. Il primo potrebbe ricevere offerte dalla Spagna e dall’Inghilterra mentre la Lazio ha già fatto una telefonata per Alessio. È ovvio che se dovesse arrivare un’offerta allettante, il Cagliari non tarperebbe le ali ai propri giocatori».

Un nome in particolare?

«Non ci sono al momento trattative così concrete e avviate. Il Cagliari, negli ultimi anni, ha sempre avuto dei difensori centrali di grande esperienza come Bruno Alves, adesso Godin. Credo che andrà su un profilo di questo tipo, su un giocatore che possa fare da leader del reparto arretrato perché poi ha Walukiewicz che è giovane, ha Luca Ceppitelli. Secondo me si dovrebbero prendere due difensori centrali, uno giovane, emergente che puoi pescare anche dalla Serie B e poi uno esperto. Bisogna capire cosa proporrà il mercato. Sono comunque convinto che uscirà qualcosa di molto positivo, in questi anni Giulini ha dimostrato di avere grande fantasia, è capace di intavolare strategie molto interessanti. Ci sono poi da prendere delle decisioni sui riscatti, sui prestiti e sulle scadenze. Da risolvere con l’Inter la questione Nainggolan ,fondamentale per il Cagliari ».

Si è parlato più volte della necessità di acquistare un regista: da dove attingere?

«Come regista puoi anche pescare da chi magari è retrocesso. Ci sono dei buoni giocatori che in Serie A potrebbero avere delle grandi occasioni, penso a Brugman, Viola. Si può anche andare alla ricerca di un giocatore emergente della Serie B, come Salvatore Esposito. Qualcosa in mezzo al campo serve e toccherà a Capozucca scegliere quale potrà essere il più efficace, confido in Capozucca, ha sempre fatto delle scelte funzionali alla squadra.

Vedrebbe bene un giocatore come Simy o come Junior Messias al Cagliari?

«Sono due giocatori che hanno dimostrato di meritare questa categoria. Credo che Messias, in questo momento, sia più diretto verso un’altra rossoblù, verso il Genoa. Una delle problematiche del Cagliari di quest’anno è stata la fase realizzativa. Simeone era partito bene ma poi si è perso, Pavoletti si sbatte, lotta ma ora non è un attaccante da 15/20 gol e Simy, così come qualche altro calciatore, potrebbe essere una grande occasione. Il Cagliari farà sicuramente qualcosa: Joao Pedro è fantastico ma ha bisogno di un partner che sia più prolifico in zona gol».

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