2013

Roma-Cagliari, la “storia infinita”

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Finalmente sul campo…! Il prossimo venerdì allo stadio Olimpico di Roma andrà in scena la sfida tra i giallorossi di Zdenek Zeman e i rossoblù guidati dal duo di tecnici Ivo Pulga – Diego Lopez. Nonostante si giocherà una partita valida per la quarta giornata di ritorno di questo campionato, si tratterà appunto del primo confronto sul terreno di gioco tra le due squadre, visto come andò il 23 settembre scorso, giorno in cui si sarebbe dovuta giocare la gara d’andata che fu inizialmente rinviata per motivi di ordine pubblico ma poi successivamente “annullata” con l’assegnazione dello 0-3 a tavolino a favore della Roma. Da quel giorno i confronti tra le due società non sono mancati, ma si è trattato di scontri verbali tra i massimi dirigenti e appelli ai vari gradi di giustizia da parte dei rossoblù che hanno di fatto segnato un rapporto a dir poco teso tra le due dirigenze. Ma vediamo di ripercorrere brevemente la tormentata storia di Cagliari-Roma di questo campionato.

Come anticipato, era il 23 settembre quando la quarta giornata di andata del campionato di serie A 2012-2013 metteva di fronte Cagliari e Roma in uno stadio, quello di Is Arenas a Quartu Sant’Elena, che si trovava ancora in fase di completamento nelle tribune destinate al pubblico. Per questo motivo il prefetto di Cagliari aveva disposto la disputa della partita “a porte chiuse” a causa della semi inagibilità del nuovo impianto. Il presidente Cellino fu “reo” di aver invitato i tifosi (fidelizzati) a recarsi allo stadio nel giorno della partita nonostante il divieto prefettizio. Da qui, dopo una prima ipotesi di rinvio, scaturì successivamente la sanzione da parte del Giudice Sportivo di gara persa per il Cagliari con il risultato di 0-3 a tavolino a favore dei giallorossi.

Il presidente rossoblù fece emettere un comunicato ufficiale in cui dure furono le parole indirizzate al direttore generale romanista Stefano Baldini accusato di essere “un avvoltoio” e di aver mostrato “poca sportività” accettando i punti assegnati dal Giudice Sportivo e non mostrandosi disponibile alla disputa del match sul campo. La battaglia è poi proseguita con il ricorso della società rossoblù alla Corte di Giustizia della Federcalcio chiedendo l’annullamento del provvedimento e la disputa della partita. Ma lo scorso 20 novembre è arrivata la conferma della gara persa per i rossoblù con il patron Cellino che si disse “disgustato” dall’esito e pronto a proseguire nella sua “battaglia”. La partita infatti non si è ancora chiusa: la società rossoblù si è appellata all’ Alta Corte di Giustizia del CONI e al Tar (con l’udienza fissata per il prossimo 6 febbraio).

Anche la data di svolgimento della partita di ritorno è stata al punto di riaccendere le scintille, che a dire il vero non si sono mai placate. La gara, inizialmente programmata per il 1° febbraio per l’indisponibilità dell’Olimpico per domenica 3 (in quel giorno impegnato ad occupare il “Sei nazioni” di rugby), era stata posticipata al 27 dello stesso mese dopo il passaggio del turno in Coppa Italia della Roma che avrebbe dovuto giocare la semifinale di ritorno con l’ Inter il 30 gennaio, a soli due giorni dalla sfida coi rossoblù. La decisione non è piaciuta affatto al presidente del Cagliari che con una lettera ufficiale indirizzata all’appena rieletto presidente di Lega Maurizio Beretta ha definito la decisione “un grave fatto che potrebbe falsare l’andamento del campionato” chiedendo lo spostamento della partita di Coppa Italia e la regolare disputa di Roma-Cagliari il 1° febbraio o la disputa del match domenica 3 in un eventuale campo neutro. Richiesta accettata: venerdì giallorossi e rossoblù di fronte… sul campo. In una sfida che, dentro e fuori dal terreno di gioco, sembra proprio non avere fine. 

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