Peralta: «A Cagliari non giocavo: Cellino voleva far abbassare il prezzo…»

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Horacio Peralta racconta i reali motivi per cui a Cagliari non trovò spazio: «Cellino voleva comprarmi dall’Inter, ma non mi fece giocare per far abbassare il prezzo del cartellino»

Nel 2004, dopo le esperienze in patria con Danubio, Cerro e Nacional Montevideo, Horacio Peralta fece il grande salto. Verso l’Europa, precisamente l’Italia. Ad aprirgli le porte della Serie A l’Inter di Massimo Moratti, con la speranza di aver pescato un nuovo Recoba. I nerazzurri cederono in prestito l’uruguaiano dai piedi delicati al Cagliari di Massimo Cellino. Ma la stagione con la maglia dei rossoblu, appena tornati in Serie A, non fu come da attese. Giusto il tempo di un’amichevole estiva, in cui molti ricordano un grande assist per Albino. Poi qualche briciola: appena uno scampolo di partita.

PERALTA – Il nome di Peralta rientra tra le meteore passate da Cagliari nel corso degli anni. Ma lo stesso uruguaiano, che dopo la breve parentesi europea ha concluso la carriera in Sud America, ha rivelato a La Oral Deportiva quel che successe in Sardegna: «A Cagliari non ho giocato per ordine del presidente. Mi disse voleva comprarmi, quindi non fui schierato per far scendere il valore del cartellino. Il prezzo era alto e volevano abbassare il valore per comprarmi più tardi: se non avessi giocato sarebbe sceso. Quando ero a Cagliari ho capito che il calcio era un business, tutt’altro di come pensavamo una volta usciti dall’Uruguay: ero là, senza giocare e senza essere citato, per ordine del presidente».