Hanno Detto

Pavoletti: «Sogno il ritorno in serie A con il Cagliari, è quello che si merita la nostra gente»

Pubblicato

su

Leonardo Pavoletti, capitano ed attaccante del Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha fatto il punto sul momento dei suoi

A tutto Leonardo Pavoletti quest’oggi sulle pagine de La Nuova Sardegna, tra la retrocessione nel campionato di serie B e l’arrivo di mister Claudio Ranieri. L’attaccante e capitano del Cagliari ha toccato tanti e diversi punti nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano sassarese. Vi riportiamo uno stralcio delle sue parole:

INDISPENSABILE – «Di indispensabile non c’è nessuno. Ci sono dei momenti che stai fuori e altri in cui diventi un giocatore più importante. Fa piacere dopo anni difficili. La mia voglia di dare un contributo al Cagliari c’è sempre stata, quello che desidero è essere utile alla squadra, anche se non gioco»

RIPENSAMENTI – «Mai. Forse l’anno dopo il secondo infortunio al crociato la tentazione c’è stata. I primi sei mesi giocavo col contagocce, poi è cambiato tutto. Dopo la retrocessione non era semplice, però non mi vedevo da altre parti»

RANIERI – «È una persona incredibile. Mai trovato un allenatore così. Con i risultati che ha ottenuto non sta sul piedistallo, si pone in modo umile, gentile, educato, ti fa venire voglia di dare il 110 per cento negli allenamenti e nelle partite»

METTERSI A DISPOSIZIONE – «È un uomo concreto. La frase che mi ha colpito molto uno dei primi giorni è stata questa: “vi ho guardato e ora guardo la rosa, sono io che mi metto a vostra disposizione. Il mio compito è quello di mettervi nella condizione di giocare al meglio”. Questo ti rende un giocatore pensante in campo, il mister vuole che trovi la soluzione migliore in quel momento. È davvero un grande»

CAGLIARI – «Ho trovato una città in cui vivo bene, la mia famiglia è felice. Mi sono reso conto che la qualità della vita è importante per il lavoro. Questa città mi ha conquistato. Tante volte ne parliamo con mia moglie, non ci vediamo altrove»

PROMOZIONE – «Anche su questo il mister è stato chiaro: la promozione diretta è al momento difficile, però è giusto provarci e non arrendersi. Vedremo che cosa succederà, noi puntiamo più in alto possibile. L’entusiasmo ritrovato può essere la spinta decisiva e ancora non abbiamo espresso tutto il nostro potenziale»

MENTALITA’ DA SERIE B – «Credo che la rabbia per la retrocessione non ci ha consentito di interpretare la B come avremmo dovuto. In questo campionato prevale l’agonismo, il gioco sporco. In certe situazioni devi buttare via palla, in altre temporeggiare. Le marcature devono essere più strette, più determinate. Quest’anno in B siamo considerati una “grande”, in A eravamo una “piccola”. Gli avversari contro di noi hanno grandi stimoli, per loro è motivo d’orgoglio batterci. Forse non eravamo preparati bene mentalmente»

KOURFALIDIS – «È un ragazzo che ha qualità. Ha avuto un piccolo calo ad inizio anno, forse ha sentito la pressione, si stava perdendo. Poi è stato bravo a rimettersi in gioco. Mister Liverani prima e ora mister Ranieri gli hanno dato fiducia e lui ha risposto alla grande. Ci vedo tanto di Nicolò: gamba, voglia, intraprendenza. “Kourfa” è un ragazzo sempre sul pezzo»

SOGNI – «Ne ho realizzato tanti. Mi piacerebbe arrivare alla partita con la gioia di giocarla, senza troppe pressioni, ma non ci riesco. Ci lavoro ma sarà difficile togliermi la voglia di dimostrare sempre qualcosa. Mi piacerebbe essere spensierato. Credo sia scontato dire che sogno il ritorno in serie A con il Cagliari, è quello che si merita la nostra gente»

FUTURO – «Ogni tanto ci penso. Parlando con Pisacane, che si è già ritirato, mi ha detto che all’inizio non sai cosa fare e soprattutto che cosa sai fare oltre al calciatore. Mi piacerebbe lavorare con i giovani».

Exit mobile version