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Murelli a Radiolina: «Como sarà una delle gare più toste! Far giocare i giovani è una grande opportunità»

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Giacomo Murelli, vice allenatore del Cagliari, è l’ospite del giorno di una trasmissione radiofonica per parlare dell’attualità dei rossoblù

Giacomo Murelli, vice allenatore del Cagliari, è l’ospite della settimana della trasmissione radiofonica “Il Cagliari in diretta”. Il secondo di Fabio Pisacane interviene su Radiolina per trattare diversi temi relativi all’attualità dei rossoblù e non solo. Le sue parole:

RADIO – «Non è la prima volta in radio ma qui si!».

VICE DI PIOLI E CAGLIARI «Io per 23 anni sono stato il vice allenatore, e ne vado fiero essendo un ruolo molto importante, di Pioli. Quando è andato in Arabia non lo ho seguito per vari motivi e quando Fabio mi ha contattato, io lo conoscevo dal 2010 come giocatore al Chievo dove era nata una simpatia reciproca e quando mi ha chiesto questa disponibilità non ci ho pensato due volte e sono contento di averlo fatto perché è gratificante».

STIMOLI – «Per 23 anni la mia strada è stata la stessa di un altra persona quindi è stato un cambiamento ma il lavoro e l’approccio sono gli stessi. Anzi mi ha stimolato a fare di meglio perché c’è sempre da imparare in ogni situazione».

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RAPPORTO PISACANE «Rapporto di collaborazione, c’è molta empatia e solidarietà su molti punti di vista quindi il rapporto è stretto ed è una bella cosa».

RITORNO PIOLI – «Quando è tornato avevo già l’accordo qui, quindi a casa mia si mantengono gli impegni e sono contentissimo di aver intrapreso quest’avventura».

NUOVE SITUAZIONI «Cammin facendo si imparano nuove cose e nuove situazioni. gli obiettivi erano diversi da quelli che avevo negli anni passati ma il calcio è sempre quello, c’è sempre da preparare le partite, preparare i giocatori e ottenere i risultati, ed è questo è il bello di questo lavoro».

OBIETTIVI – «Tra noi c’è molta empatia, è un allenatore giovane con entusiasmo e con voglia di fare. È già navigato nel senso che ha già imparato ed è pronto per ogni situazione. Il mio obiettivo è di stagli accanto cercando di fare meno errori possibili».

RUOLO IN CAMPO «Siamo accomunati dal ruolo in campo, caratteristiche fisiche, rapidi, veloci e cercavamo di impedire all’avversario di giocare come voleva. All’Avellino, tornando indietro, avevo questa nomea dell’anti Maradona in quanto per 5 incontri lo ho marcato ed è andata piuttosto bene nei primi 4 nell’ultimo si sono evidenziate le sue bravure in ogni situazione. Giornata da incubo in quella circostanza ma mi porto dietro questi ricordi e soddisfazioni».

RUOLO DEL VICE «In questa situazione la situazione è che l’allenatore Fabio, ha un rapporto privilegiato con i giocatori perché ha appena smesso, allena ex compagni e questo rapporto lo sta instaurando in modo diretto. Poi dopo il vice oltre a essere un supporto tecnico tattico di gestione e via può instaurare un rapporto privilegiato con i giocatori perché lui si può sfogare più con me ma fa tutto parte del gioco».

PROBLEMI – «Qualche problema interno lo ho risolto. Poi se si riesce ad entrare in simpatia e nelle grazie poi queste situazioni si vengono a creare».

RAPPORTO GIOCATORI «Fabio è stato bravo a dare indicazioni e il giocatore a recepirle. Quando il mister mi abbraccia? Si parla di situazioni tecnico tattiche, poi se si vince si esce a cena molto volentieri!».

ASTORI – «Ieri ho postato una foto di Davide perché il 4 marzo è il giorno di questo ricordo e tutto il gruppo squadra ci sentiamo magari anche solo con un cuore per ricordare Davide, questo grandissimo uomo, giocatore fortissimo e incredibile. Io di quel giorno mi ricordo tutto, tutto quello che è successo non mi va via dalla mente. A Udine ci sono tornato con altre squadra e ma non siamo mai andati in quell’hotel. Quest’anno con il Cagliari siamo andati lì e il ricordo è quello di una persona leale e deve essere così».

ANALOGIE PIOLI/PISACANE «Vedo analogie con Pioli che all’epoca era molto preparato e pronto per un salto in avanti ma lui aveva iniziato in Serie B con la Salernitana come prima squadra e dall’anno successivo ho iniziato io che eravamo a Modena. Negli anni ci siamo migliorati e il nostro primo anno nel Parma in Serie A nel 2006 e 2007 non eravamo ancora veramente pronti per allenare in Serie A, poi c’è stato un miglioramento che lo ha portato ad essere quello che è».

PALESTRA – «Oramai ne parlano tutti, Non sapevamo delle sue qualità. Il ds Angelozzi è stato il promotore di questo arrivo e ci credeva parecchio ma quando si è presentato le sue validità erano talmente lampanti che si presumeva subito dall’inizio che avrebbe fatto qualcosa di importante. Il problema è dimostrarlo con continuità e lui è stato bravo in questo perché sin dalla prima volta è stata un crescendo continuo. La sua bravura è stata lavorare per migliorarsi e penso avrà una carriera luminosa».

CONSAPEVOLEZZA – «Lui è cosciente di avere queste caratteristiche è normale che a tratti. Potrei parlare anche di altri ma lui nel quotidiano bvuole migliorarsi sempre e questa è la sua migliore qualità».

MILAN – «Nel Milan abbiamo avuto Bartesaghi che anche lui sta facendo un bel percorso, un giocatore che abbiamo avuto ultimamente che arrivato aveva difficoltà poi sempre meglio è stato Tonali. Quando arrivò, l’impatto con la squadra blasonata lo ha patito infatti il suo primo anno è stato proprio di apprendistato dove cercava di capire, non era pronto ancora per questo salto di qualità. Lavorando dall’anno successivo si è migliorato».

IBRAHIMOVIC – «Zlatan? Si parla di un icona del calcio perché oltre ad essere un grandissimo giocatore è un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Lui è arrivato al punto in cui doveva fare una scelta ma alla fine il passaggio arriva per tutti. Lui ci è arrivato bene seppur patendo qualche infortunio di troppo ma nella fase di apprendimento, quando si smette di giocare, devi imparare a fare una cosa nuova».

COMO – «Con il Como sarà tosta perché penso che sia une delle più temibili in assoluto. Momento d’oro e mette in difficoltà chiunque e noi nel nostro piccolo con grande umiltà attueremo le nostre strategie per fermarli ed eventualmente superarli».

FABREGAS – «È stato un gran giocatore, ha grandi idee, supportato da una società importante, gli hanno preso giocatori giovani ma con esperienze e qualitativamente parlando molto bravi però proprio per questo li rispettiamo ma vorremmo fargli uno scherzetto».

MINA – «Gerry fa parte del gruppo, è un giocatore importante che speriamo se dovesse giocare ripeta la prestazione dell’andata».

GIOVANI – «Mi hanno sorpreso un po’ tutti. Abbiamo ragazzi giovani che si mettono in evidenza, lo stesso Idrissi che conoscevo per il Modena, una sorpresa è Liteta che lo abbiamo fatto esordire ha giocato nell’ultima partita, sarà sicuramente utile contro il Como, tutti danno grandi soddisfazioni e oramai non mi sorprendono più. Trepy la sorpresa è stato l’esordio con un gol fantastico a Cremona. Questi ragazzi che noi facciamo giocare e che sia allenano con noi oramai sono pronti. Trepy o altri giocatori giovani è un’opportunità e un valore aggiunto e vogliamo sfruttarli e lanciarli».

TEMPO LIBERO«Mi piace giocare a padel ma ho un piccolo acciacco e sto lasciando stare. Poi sono legato alla famiglia, io sono nonno quindi ho mia figlia di 31 e di 35 anni, la più grande è mamma e quando ho tempo libero faccio il nonno. Per ora ha 5 anni e alcune volte è venuta allo stadio con la maglia del Cagliari e siamo messi bene sotto questo aspetto. La zona di Bonaria con la chiesa e la cattedrale mi piace e anche andare sulle isole, è la mia zona. Sono soddisfatto della situazione che sto vivendo. Il nostro lavoro è molto ello e interessante ma serve passione e cerco di rispecchiarla e trasmetterla nel quotidiano».

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