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Marco Fossati, da riserva a pedina fondamentale del Cagliari

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La partita perfetta. Non del Cagliari, uscito comunque con i tre punti in tasca dal Partenio di Avellino, ma di uno dei cardini su cui poggia il gioco della squadra di Rastelli: Marco Fossati. Arrivato in estate come alter ego di Di Gennaro, con il passare delle giornate si è guadagnato il posto da titolare, senza mai lasciarlo. Insieme all’ex Vicenza è il faro non solo del centrocampo ma dell’intera squadra.

 

Dopo un avvio all’ombra del titolare Di Gennaro, Rastelli lo ha provato nel ruolo di mezzala sinistra e l’ex Perugia si è guadagnato ben presto il posto nell’undici iniziale. Forse, quella di affiancare un altro regista al numero 8 rossoblu, è l’intuizione più rilevante del tecnico isolano. E dalla gara casalinga contro il Trapani questa scelta è diventata sempre meno un esperimento e più una certezza. Un ritocco tattico utile per uscire dal pressing avversario su Di Gennaro e trovare il modo di costruire gioco, ma anche per aumentare la qualità del palleggio nella zona nevralgica del campo. Spesso i due si sono invertiti di ruolo, per liberare l’ex Vicenza dalla marcatura ad uomo e creare gli spazi centrali per imbastire l’azione. Con il passare del tempo Fossati ha preso coscienza del nuovo ruolo e si è adattato egregiamente. Complessivamente, però, il centrocampista classe ’92 aveva sempre svolto un lavoro oscuro e non si era mai messo particolarmente in mostra nello scacchiere di Rastelli. Mai, fino alla gara di Avellino. Nel match del Partenio, con un Di Gennaro ad intermittenza, è stato lui ad accendere la luce nel centrocampo rossoblu. Non solo distribuzione di gioco, ma anche tante giocate di fino e scambi geniali che hanno messo i compagni nella condizione ideale per attaccare la difesa irpina. L’ex Perugia ha letteralmente preso per mano la squadra monopolizzando tutti i palloni che passavano dalle sue parti e facendo sempre la giocata adatta e con i tempi giusti, che fosse il tocco no-look per l’inserimento del sempre propositivo Barreca, il colpo di fino smarcante o l’apertura di campo per allargare il gioco. Notoriamente diverso, per caratteristiche, rispetto a Di Gennaro, Fossati si è preso il suo spazio ed il doppio regista non solo funziona, è diventato quasi imprescindibile.

 

«Non lo chiamerei assolutamente dualismo. Anzi, secondo me dimostreremo di poter giocare assieme», aveva detto Fossati quando ancora era considerato il naturale sostituto di Di Gennaro. Detto, fatto. Oltre ad avere una doppia fonte di gioco, il Cagliari ha la certezza che se un faro si spegne l’altro è pronto ad illuminare il gioco.

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