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L’Italia ha un centravanti: si chiama Leonardo Pavoletti

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Leonardo Pavoletti può essere l’uomo giusto per risolvere i problemi offensivi dell’Italia

L’Italia di Mancini nelle ultime uscite ha convinto dal punto di vista del gioco, ma non sul piano della concretezza. Manca inevitabilmente il gol. Ottimo palleggio, ma poca finalizzazione. La formula con Bernardeschi falso nove – anche se lo juventino si scambia spesso posizione con Chiesa e Insigne – non è stata riproposta contro il Portogallo, a causa dei problemi fisici dell’ex viola, ritornato a Torino. Il ct è tornato a puntare così su Immobile, cinico e spietato in campionato con la Lazio quanto poco prolifico con la maglia della Nazionale addosso. A San Siro non è servito nemmeno l’ingresso di Lasagna, che in Polonia con una spizzata per Biraghi aveva permesso agli azzurri di evitare la retrocessione nella serie B della Nations League.

CENTRAVANTI CERCASI – La stampa nazionale si è così interrogata sull’assenza di un vero centravanti per l’Italia. Immobile non funziona, Belotti fuori forma lasciato a casa, così come Balotelli. Si aspettano i giovani Pellegri, Cutrone e Kean (quest’ultimo a disposizione per l’amichevole di oggi). Ma nel frattempo Mancini chi schiera lì davanti? Sembra quasi che tutti se ne siano scordati. Scordati di quell’attaccante che dal 2015 di testa segna più di tutti. Scordati del terzo miglior marcatore italiano in Serie A, dopo Insigne e Immobile (entrambi rimandati a casa da Mancini). Forse giocare nel Cagliari e avere già 29 anni (30 settimana prossima) non aiuta, ma se in questo momento è il centravanti più in forma, perché non dargli una chance?

PAVOLOSO – Leonardo Pavoletti è stato convocato per la seconda volta a Coverciano, due anni dopo l’ultima volta. Con la maglia azzurra però non ha ancora avuto modo di esordire. Lo farà forse questa sera, magari accanto al suo compagno di club Nicolò Barella, diventato nel frattempo un elemento imprescindibile nel centrocampo dell’Italia di Mancini. Servono i gol e lui ne ha già segnati 6 in campionato e 2 in Coppa Italia. Serve fisico e lui, non solo in Italia ma in Europa (e quindi nel mondo), è il miglior colpitore di testa delle ultime tre stagioni. Contro gli Stati Uniti a Genk sarà solo un’amichevole, ma per Pavoloso può essere un’opportunità importante. Anche per coronare nel migliore dei modi il periodo più felice della sua vita, tra reti, record, Nazionale e soprattutto la nascita del piccolo Giorgio.

PANCHINA – Il capocannoniere del Cagliari sembra destinato a partire ancora una volta dalla panchina. «Se in attacco andremo con il centravanti classico penso che partirà Lasagna dall’inizio», ha dichiarato il ct Mancini alla vigilia. Sarà l’attaccante dell’Udinese – autore di 2 gol in campionato – a giocare quindi al centro del tridente azzurro. Rispetto a Pavoletti, Lasagna ha attributi diversi: è dotato di un buon fisico (181 cm, niente a che vedere con i 188 del rossoblù), ma offre anche più corsa e movimento. Il gioco palla a terra dell’Italia delle ultime uscite non agevolerebbe invece le caratteristiche del bomber livornese, abituato a fare a sportellate sulla palle alte, lavorare spalle alla porta ed essere servito sui cross. Può essere un’arma in più, un’arma diversa. Ma è importante ricordare che la Nazionale il vero centravanti ce l’ha: si chiama Leonardo Pavoletti.

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