2013

Il capolavoro del conte Max

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Che il calcio sia per molti – non per tutti ci mancherebbe – lo sport più bello del mondo già lo sapevamo. Il 2-0 del Milan sul Barcellona ce lo ha confermato. Non solo. Ci ha fatto capire quanto questo “giochino” sia pazzo e imprevedibile allo stesso tempo, molte volte fuori da ogni logica e schema. Precisamente quello che è successo ieri a San Siro. Pochi avrebbero puntato un centesimo sulla vittoria dei rossoneri sui marziani azulgrana. Allegri, però, lo aveva detto chiaramente alla vigilia: “Non siamo vittime sacrificali, partiamo dallo 0-0”. Il buon Max ci aveva visto giusto e adesso su di lui gli elogi si stanno sprecando per un match che se non tocca la perfezione poco ci manca. Un autentico capolavoro di tecnica e tattica, destinato a entrare nella storia del club e non solo. Spagnoli, infatti, pericolosi solo una volta con Iniesta nella ripresa, Messi non pervenuto, annullato dal primo all’ultimo minuto. Non un tiro in porta concesso ai più forti del mondo. Paradossalmente, se il Milan avesse giocato senza Abbiati non sarebbe cambiato molto. La prestazione sublime di Zapata e Mexes, tra i più criticati ultimamente, è lo specchio di una gara tutta all’insegna della concentrazione, dell’accortezza, del sacrificio e di una pressione totale sui portatori di palla. Senza nessuna marcatura a uomo come voleva il presidente Berlusconi.
L’impresa di mercoledì non vale un trofeo ma di sicuro rappresenta il punto più alto di una ricostruzione in fase di completamento dopo un’estate da paura con le cessioni di Ibra, Thiago Silva e dei “senatori”.
Italia paese di poeti, navigatori, santi e… allenatori.

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