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I rossoblù come non li avete mai conosciuti

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Chiedi a un tifoso del Cagliari il risultato dell’ultima partita disputata dai rossoblù oppure la posizione da loro occupata in classifica e sicuramente saprà rispondere; chiedi a un tifoso del Cagliari qualche curiosità sulla sua squadra del cuore e probabilmente non le saprà.

Questo succede perché quando si parteggia per un club di tale importanza si bada più al sodo e meno al romanticismo dei bei tempi andati. Ecco perché in questo articolo si proverà a fare luce su alcuni aspetti oscuri che possono ben definirsi curiosità. Una di queste ha a che fare con la prima partita disputata, quella dell’8 settembre 1920 che fu vinta a sorpresa dal Cagliari contro la favoritissima Torres per 5 a 2. Mattatore in quell’occasione fu Alberto Figari, protagonista di una tripletta. Poche righe sopra si è accennato, non a caso, al fatto che i rossoblù siano una società blasonata; nella gloriosa storia dei sardi c’è infatti, oltre alla conquista dello scudetto del 12 aprile 1970, grazie ai 45 punti raccolti, la vittoria del campionato di Serie B del 2016 e di quelli di Serie C del 1952, 1962 e 1989. Non solo: la formazione dei quattro mori nella sua storia si è aggiudicata la Coppa Italia di Categoria stagione 1988-1989 ed è arrivata a giocarsi la semifinale di Coppa UEFA del 1994 contro l’Inter.

Oltre a un meritatissimo scudetto c’è molto di più 

Oltre al fatto di essere l’unica squadra di un’isola italiana ad avere vinto un torneo di Serie A, ci sono altre interessanti curiosità sul Cagliari. La prima che citeremo è relativa alla maglia. Quest’ultima infatti non è sempre stata rossoblù bensì bianca, sfoggiata durante le prime storiche partite. Perché proprio bianca? Perché il fondatore del club, Gaetano Fichera, era un chirurgo, e volle onorare la categoria professionale a cui apparteneva utilizzando questo colore. C’è di più: forse non tutti sanno che quella dei quattro mori è una delle tifoserie più importanti d’Italia, classificandosi, secondo un’indagine di StageUp e Ipsos, all’ottavo posto. Insomma, ci sono così tanti tifosi che seguono il Cagliari, il cosiddetto 12° uomo in campo che fa la differenza anche quando non c’è, da fare di questa squadra una realtà sportiva di grande importanza. Importanza che è cresciuta nel tempo grazie alle gesta di Gigi Riva, 3 volte capocannoniere di Serie A e al tempo stesso miglior marcatore della Nazionale italiana con 35 goal in 42 incontri.

Una ripartenza per la gloria

Forse non tutti sanno che il Cagliari Football Club fondato da Gaetano Fichera fallì nel 1935 sciogliendosi a causa dei tanti debiti contratti. Presto però risalì la china assumendo il nome di Unione Sportiva Cagliari, società che dovette ripartire dal Campionato Regionale Sardo. Una situazione che all’epoca non fece per nulla piacere ai tifosi, ma che in seguito servì per costruire quel percorso sportivo virtuoso culminato con lo scudetto della stagione 1969-1970.

I migliori capocannonieri di tutti i tempi

La società rossoblù nella sua storia può vantare capocannonieri dai numeri impressionanti. Non c’è solamente Gigi Riva con i suoi 205 goal, ma anche Piras con 104 e Suazo con 102. L’ex giocatore dell’Inter quando militava per i sardi era immarcabile, soprattutto quando si auto lanciava in velocità. Tra i bomber si segnala, con 86 reti all’attivo, il beniamino João Pedro, che per la causa dei 4 mori ha dato tutto. Ora milita per il Fenerbahçe, e non sta avendo grande fortuna a causa di un importante infortunio che lo sta tenendo ai box più tempo del previsto. Non sarà stato un fuoriclasse dalla segnatura facile, eppure nella classifica dei più grandi goleador sardi di sempre c’è anche Luís Oliveira. Attaccante iconico degli anni ’90, si è contraddistinto per il dribbling ubriacante e per la velocità di esecuzione. Con l’Anderlecht ha vinto praticamente tutto, tra coppe nazionali e campionati, e qualcosa anche con la Fiorentina, una Supercoppa italiana del 1996; peccato non con il Cagliari, club che gli ha dato molto in più di quattro stagioni trascorse in Sardegna.

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