2013

Diego Lopez: storia di un Capitano diventato allenatore

Pubblicato

su

Uruguaiano di nascita e si sa, le radici non si rinnegano mai, ma sicuramente Diego Luis Lopez nel suo cuore ha anche molta Sardegna. La sua esperienza al Cagliari cominciò un giorno del 1998 e quasi sicuramente l’allora ventiquattrenne Lopez non immaginava che quella sarebbe stata l’esperienza di vita che l’avrebbe poi talmente colmato di momenti felici da spingerlo a rimanere nella sua Isola adottiva.

Al momento dell’arrivo a Cagliari, il difensore uruguaiano aveva già collezionato due esperienze: la prima, dal 1994 al 1996, al River Plate Montevideo, squadra della sua località natale, e la seconda al Racing Santander, squadra spagnola, dal 1996 al 1998. Con la maglia delle suddette squadre collezionò in tutto otto gol, in 132 presenze totali. La svolta per la sua carriera cominciò a materializzarsi nell’estate del 1998, quando Massimo Cellino gli dette l’opportunità di vestire la maglia RossoBlu. Nel principio della sua esperienza al Cagliari, Diego Lopez non ebbe molte occasioni per farsi apprezzare, ma mano a mano riuscì ad emergere e ad assicurarsi un posto fisso nel suo ruolo, quello di difensore centrale. Forse, dato l’inizio della sua avventura in RossoBlu, non immaginava che sarebbe poi diventato un punto fermo della difesa, e non solo: sempre generoso nel dare indicazioni ai suoi compagni, altrettanto disponibile nell’aiutare la sua squadra, sempre con umiltà e impegno, lo stesso impegno che ha caratterizzato le prime partite, quelle grazie alle quali ha potuto conquistare un ruolo importante all’interno della squadra. Grazie al suo carisma e al suo senso di responsabilità, dopo la partenza dell’allora Capitano della formazione RossoBlu David Suazo, ereditò la carica dell’honduregno. Una grande responsabilità quella che si trovò di fronte, ma per merito del suo carattere riuscì in modo eccelso a ricoprire al meglio il nuovo significativo incarico; rimase alla guida, da Capitano, dei RossoBlu fino alla stagione 2009/2010. Per dodici anni Diego Lopez vestì la maglia del Cagliari, trovandosi sottoposto a 16 guide tecniche diverse, facendo da guida a molti giovani che sono passati dalla città sarda, essendo protagonista di bellissime vittorie e di altrettante sconfitte.

Evidentemente il suo destino aveva in programma per lui un’altra tappa dai colori RossoBlu e per giungere a quella più prestigiosa era prevista un’esperienza da allenatore della Primavera del Cagliari, cominciata nel luglio 2012, con la cui nuova veste è riuscito a far conquistare alla sua formazione una vittoria per 5-0 sulla Juventus. Di certo non è stata solamente una scelta di carriera quella di cominciare l’esperienza di allenatore nella sua Terra adottiva, ma anche una decisione spinta dalla precedente e bellissima esperienza vissuta in RossoBlu, come giocatore. La svolta arriva nello stesso anno: infatti, nell’ottobre 2012, il Cagliari di Cellino aveva bisogno di un volto nuovo alla sua guida e l’imprenditore di Sanluri  fece ricadere proprio sull’uruguaiano la sua scelta. Coadiuvato da Ivo Pulga perché non in possesso del patentino necessario per allenare in Serie A, Diego Lopez sta conducendo la squadra cagliaritana dando il suo fondamentale apporto tattico al reparto difensivo, data la sua esperienza sul campo e, fattore ancora più importante, sta trasmettendo ai giocatori la mentalità di reazione e i valori che bisogna elevare alla massima potenza se si vuole realmente rappresentare una squadra come il Cagliari, colma di orgoglio e di un legame indissolubile con la propria terra e i suoi tifosi, che sono la linfa vitale della formazione sarda. Carattere, sta forgiando il carattere della sua squadra nella “direzione orgoglio”, indispensabile per dare quel qualcosa in più sul campo, e chi meglio avrebbe potuto farlo se non un ex calciatore dal passato RossoBlu.

Un Capitano che sembra sia rimasto tale, in quanto si nota la vicinanza che ha mantenuto a coloro che hanno calpestato il campo da gioco insieme con lui, è evidente il fatto che ha mantenuto quella carica da Capitano di anni fa e la infonde ad ogni singolo giocatore, per creare una squadra indipendente e convinta di ciò che sta facendo, evitando così possibili smarrimenti lungo il cammino, quasi impercettibili se si tiene a mente la grande missione di cui si ha la responsabilità: la gratificazione dei tifosi della Terra sarda.

Forse sarà la forza in più del Cagliari avere un allenatore in seconda come Diego Lopez, uno che riesce a trasmettere il suo apporto di vita vissuta con quei magici colori sulla pelle, uno che è riuscito a conquistare il cuore di tutti i tifosi RossoBlu.

Exit mobile version