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Copparoni: «Rigore parato a Maradona? Dolce ricordo in un triste momento» – ESCLUSIVA

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Renato Copparoni, ex Cagliari e Torino, ha parlato ai nostri microfoni del rigore parato a Maradona, il ricordo di Diego e del Cagliari attuale

Renato Copparoni, ex di Cagliari Torino, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni di CagliariNews24. L’estremo difensore è stato il primo in assoluto a neutralizzare un calcio di rigore di Diego Armando Maradona in Serie A, negli anni in cui vestiva la casacca granata. Copparoni ha voluto pure raccontare il suo ricordo del Pibe de Oro negli anni in cui sono stati avversari, anche attraverso narrazioni di compagni di squadra che hanno avuto la fortuna di giocare con Diego. Infine si è espresso sul Cagliari attuale di Eusebio Di Francesco, elogiando alcuni componenti della rosa rossoblù.

Sei stato il primo portiere a parare un rigore a Maradona in Serie A, quale è stato il pensiero di quel momento?
«È stato bello, perché sono stato il primo a riuscirci, ma in questo momento c’è tanta tristezza per la scomparsa di Diego. Come gesto tecnico, la parata, non è stata difficile, mise la palla sulla mia destra non tanto angolata, quello che ha fatto la differenza è stata la mia preparazione. Avevo visto un paio di settimane prima il rigore calciato da Maradona contro l’Inter, Walter (Zenga, ndr) si buttò un attimo primo e lui, guardandolo prima del tiro, mise la palla dall’altro lato. Al momento che è toccato a me averlo davanti dagli 11 metri ho pensato che fosse giusto stare fermo per non dargli nessuna indicazione, batteva il più grande giocatore al mondo non avevo nulla da perdere ma solo da guadagnare. La mia bravura è stata questa, fare solo un passo in avanti quando Diego mi ha guardato, al momento di calciare l’ha messa alla mia destra e fortunatamente ho indovinato il lato. A fine partita ci siamo incontrati nel sottopassaggio e mi disse “bravo”, era deluso perché 80.000 spettatori aspettavano il goal di Maradona ma il giorno gli parai di tutto, e nonostante perdemmo, Diego non gonfiò la rete. Lo stadio che inneggiava il nome di Maradona restò ammutolito per qualche secondo, solo a fine partita salendo sul pullman un mio compagno mi fece notare che avevo realizzato un gesto che sarebbe passato alla storia, e cosi è stato».

Avendolo affrontato da avversario, che ricordo hai di Diego Armando Maradona? «Questo è un momento triste, perché quando un compagno o un collega ci lascia il dolore è molto grande, mi dispiace tanto. Aldilà di tutto, Diego, era una persona fantastica, molto generosa come mi confermarono i miei ex compagni Francini e Corradini passati al Napoli a giocare con Maradona. Faceva regali a tutti, ai magazzinieri e massaggiatori che all’epoca non avevano grandi possibilità economiche. Mi dissero che si presentava spesso al campo di allenamento con televisori o altri doni per tutti, era un ragazzo generosissimo. Come giocatore non si discuteva, ma come persona era un ragazzo eccezionale e un vero amico sempre disponibile. Calcisticamente, quando ho giocato contro di lui avevo sempre gli occhi spalancati, aveva in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del campo una giocata sempre incredibile, ricordo un goal fatto da metà campo contro il Verona. Ero sempre in allerta quando Diego era in campo, era imprevedibile aveva i colpi che nessun altro giocatore al mondo poteva inventarsi. Ho avuto la fortuna di affrontare altri grandissimi del calcio come Platini e Zico, ma Maradona è stato più grande di loro e il più grande di tutti. Credo che dovremmo aspettare anche molti anni per rivedere uno come Maradona, anche Messi, che è un fenomeno, pecca in qualcosa che lo mette sempre un gradino sotto Diego».

Segui ancora il Cagliari? Che opinione hai sui rossoblù di Di Francesco?  «Assolutamente si vedo tutte le partite dei rossoblù, il Cagliari e il Torino sono le mie squadre preferite, società dove ho giocato per tanti anni a cui sono molto affezionato. L’inizio di stagione non è stato dei più brillanti, abbiamo preso diversi goal anche se ne abbiamo fatti abbastanza. La difesa andava un po’ registrata perché è inutile fare molte reti se poi ne subisci di più, però è stato bravo il mister a correggere questo aspetto. Successivamente ci siamo ripresi facendo delle prestazioni e punti importanti, che hanno dato morale alla squadra e tranquillità a Di Francesco per poter proseguire il suo lavoro sui campi d’allenamento. Sono contento perché sta crescendo bene Simeone, anche se ora dovrà star fermo causa Covid, ma anche per Nandez che ha preso la squadra in mano come faceva Nainggolan lo scorso anno. Nahitan si sente un leader, è diventato uno dei nostri, ama questa maglia e se la sente cucita sopra. Sta dimostrando di essere un grande giocatore e può essere l’uomo in più per questa stagione, così come Joao Pedro che si sta confermando. Mi ha sorpreso e stupito Vicario, l’ho visto molto bene è un ragazzo giovane, molto reattivo e con grandi colpi. Quando ha giocato ha dimostrato di poterci stare alla grande, va tenuto sott’occhio perché se un domani andasse via Cragno credo che Vicario risponderebbe bene non facendolo rimpiangere. Da ex portiere sono molto contento di lui, mi piace molto e lo vedo bene per il futuro del Cagliari».

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