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Ceppitelli: «Salvezza? Non si possono fare calcoli ma abbiamo la forza per conquistarla»

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Luca Ceppitelli, difensore del Cagliari, ha parlato sulle pagine de L’Unione Sarda della stagione dei rossoblù: le sue dichiarazioni

Luca Ceppitelli, difensore del Cagliari, ha parlato sulle pagine de L’Unione Sarda della stagione dei rossoblù e non solo. Le sue dichiarazioni.

STAGIONE DIFFICILE – «Sì, ho vissuto questa situazione in diversi campionati, ma oggi la sensazione è totalmente differente, la classifica è preoccupante ma abbiamo la forza per venirne fuori. Siamo esperti, c’è la convinzione di farcela. Certo, la sconfitta a La Spezia ha complicato le cose, ma daremo il massimo per rimediare».

GOL DEL 2018 – «Erano stati gol importanti, che diedero una svolta, mi piacerebbe ripetermi. Ma andrebbe bene anche se fosse un mio compagno a segnare, l’importante è ritrovare la strada in fretta».

ATTREZZATI PER LOTTARE – «Siamo attrezzati. Ci sono giocatori di carattere e anche umili. Pronti a lottare, vi assicuro che dai più titolati arriverà la spinta decisiva».

STAGIONE DURA – «È iniziata col piede sbagliato, tutto l’avvio è saltato per colpa del Covid. E quando stai fuori per tanto tempo, è dura rientrare in squadra. Il virus lascia il segno, per oltre un mese non sentivo più la stessa forza, non avevo la sensazione di benessere. È stata durissima».

DI FRANCESCO E SEMPLICI – «Di Francesco aveva un’idea di gioco ben precisa, ma con le nostre caratteristiche faticavamo a trovare la quadratura che lui ha sempre cercato. La bravura di Semplici è quella di saper cogliere i segnali che arrivano dalla squadra e cercare di far rendere tutti al meglio. Ha un carattere molto incisivo. È uno che infonde fiducia».

ZONA BIANCA, ZONA ROSSA – «A prescindere dal fatto che siamo dei professionisti, degli sportivi, siamo cittadini come gli altri. Fuori dal campo abbiamo smesso di vivere la normalità, passiamo il resto del tempo in casa. Non è facile, ma comprendiamo il momento. Speriamo di uscirne al più presto, tutti ne abbiamo bisogno».

ASSENZA TIFOSI – «Pesa tantissimo. Questo è un campionato triste, diverso, non dico falsato ma non è lo stesso calcio di prima. Ci manca il nostro pubblico, ci stiamo purtroppo facendo l’abitudine, ma spero si torni agli stadi pieni»

FUTURO – «Dove chiuderò la mia carriera non ho idea. Ma mi sento sempre più fiero di essere a Cagliari, ho la consapevolezza dell’importanza di questa terra e di questa squadra. Qui ho comprato casa, qui vivono mia sorella e mia madre, non posso che sentirmi sardo a tutti gli effetti».

SENATORE – «Ho una grande responsabilità, quella di dover trasmettere i valori di questo club ai più giovani, gli stessi che mi hanno trasmesso gli altri senatori negli anni scorsi. È giusto mettere a disposizione l’esperienza e dare qualcosa agli altri. Cerco, insomma, di essere d’esempio».

RINNOVO – «Ne abbiamo parlato, sicuramente torneremo a farlo, ma oggi siamo tutti concentrati sul nostro difficile momento».

RUOLO DIRIGENZIALE – «Se ci ho pensato? Sì, certo, ma sinceramente ora non voglio pensare alla fine della carriera. Mi piace giocare, continuerà a farlo per alcuni anni. Certo, sono onorato di essere considerato come uno che possa restare a Cagliari anche da dirigente, sarebbe bellissimo restituire la mia esperienza e metterla al servizio della società».

DIECI FINALI – «Non si possono fare calcoli, ma vi assicuro che è un obiettivo sincero, dobbiamo giocare tutte le gare con la stessa carica. Non ci possiamo permettere di sbagliare, con gli errori e gli approcci sbagliati dovremmo aver chiuso».